Alcamo: ospedale di Alcamo, situazione inaccettabile
L’attuale ospedale della città di Alcamo versa in una situazione complicata in ordine alla sicurezza dei pazienti e dei cittadini che hanno bisogno di cure.In particolare, lo scorso 22 luglio ho inoltrato una nota all’ASP Tp chiedendo informazioni sugli interventi per garantire assistenza sanitaria ai pazienti del reparto di Cardiologia.Oggi ho ricevuto una risposta che, per certi versi, è veramente difficile da commentare.Si afferma, infatti, che nel nosocomio alcamese durante la notte è attivo un servizio di reperibilità cardiologica, ergo: la notte nell’ospedale di Alcamo non è presente alcun cardiologo!Per l’Asp di Trapani, però, la situazione non sembra destare particolari preoccupazioni, infatti la stessa dichiara che: “ALLA LUCE DI QUANTO ESPOSTO, VIENE QUINDI GARANTITA UN’ADEGUATA ASSISTENZA SANITARIA AI PAZIENTI.” Conseguentemente, un infartuato che malauguratamente dovesse arrivare la notte presso il pronto soccorso di Alcamo dovrebbe attendere l’arrivo del cardiologo reperibile (tempo max 30 minuti) e il successivo trasporto presso gli ospedali di Trapani o Palermo (30/40 minuti).Nel frattempo sarebbe sottoposto alle cure di un medico del reparto di medicina o del medico di anestesia.Questo è inaccettabile.Un bacino come quello di Alcamo, che in questo momento può raggiungere potenzialmente anche i 100K residenti, non può non avere un cardiologo in servizio e presente in ospedale durante tutta la notte, in questo modo non viene assicurato alcun livello minimo di assistenza.Non si possono aspettare i 30 minuti che ha il reperibile per arrivare in pronto soccorso più altri 30 minuti per andare a Trapani o Palermo!E se dovesse arrivare un malato molto critico dal punto di vista cardiologico, come sono organizzati i trasporti nell’immediato? In ambulanza parte l’anestesista o si aspetta il cardiologo? E se parte l’anestesista la struttura ospedaliera rimane scoperta? Insomma, risulta evidente che ci troviamo in una situazione insostenibile, inaccettabile.Vorrei capire cosa ne pensa il Ministero della Salute, a cui rivolgerò immediatamente un’interrogazione. Dall’altro lato, mi sembra inutile interrogare l’Assessorato Regionale alla Salute, quello che ha prodotto in questi anni è sotto gli occhi di tutti, ogni commento è superfluo.Aggiungo che Alcamo “vanta” anche un assessore regionale che probabilmente in questo momento non vede e non sente quello che sta accadendo.La sanità siciliana è totalmente in mano alla politica regionale, dal punto di vista delle competenze e dell’amministrazione. Tutto viene deciso dal governo regionale: nomine, promozioni, trasferimenti, assunzioni, tutto!Nessuno in questa vicenda può sentirsi esente da responsabilità, in primis lo scrivente, ma permettetemi di dire che chi riveste il ruolo di rappresentante regionale forse potrebbe avere qualche responsabilità in più rispetto agli altri.A poco a poco, un po’ alla volta, stanno portando via l’ultimo presidio di salute del nostro territorio, questo non possiamo permetterlo, sarebbe imperdonabile.P.s. ho sempre considerato la sanità un settore talmente importante da evitare uscite pubbliche su temi particolarmente sensibili e facile oggetto di strumentalizzazione. Chi ha voglia di polemizzare avrà sempre tempo e modo per farlo, trovando sempre il giusto motivo e accusando la politica di assenza e disinteresse.Personalmente, ho sempre intrattenuto negli anni con l’Asp TP un rapporto diretto fatto di continue interlocuzioni scritte e orali afferenti ai vari problemi che l’ospedale di Alcamo ha avuto e continua ad avere, evitando di sbandierare ai quattro venti una richiesta o un semplice appello. Adesso però la situazione sta sfuggendo veramente di mano, siamo di fronte ad un percorso di quasi irreversibile declino del nostro nosocomio, da tutti i punti di vista. Pertanto, occorre fare qualcosa e farlo in fretta, nelle sedi istituzionali e non.Non basterà la costruzione di un nuovo ospedale se il suo interno sarà vuoto.


Direttore Responsabile
