Alla Casina Vanvitelliana i “Colori contro la mafia”: il Maestro partinicese Gaetano Porcasi illumina Bacoli
BACOLI (NAPOLI) — Nella magia sospesa della Casina Vanvitelliana, adagiata sullo specchio d’acqua del Lago Fusaro, i colori intensi e inconfondibili del Maestro Gaetano Porcasi hanno dato vita a un racconto potente, vibrante, necessario. La mostra “Colori contro la mafia”, inaugurata venerdì 22 maggio, non è solo un’esposizione artistica: è un atto civile, un grido di memoria, un ponte tra territori che condividono la stessa sete di giustizia. L’evento, promosso dal Magazine Informare con il patrocinio del Comune di Bacoli e la collaborazione del Centro Ittico Campano, assume un valore simbolico profondo: cade infatti alla vigilia del 34° anniversario della strage di Capaci, in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
Da Partinico alla Campania, Porcasi porta con sé una storia che è identità, ferita e resistenza. Considerato uno dei più importanti pittori d’impegno civile italiani, Porcasi ha fatto della sua arte una trincea culturale contro la mafia. Le sue tele, caratterizzate da cromatismi accesi, linee nette e una narrazione visiva immediata, raccontano: volti e storie delle vittime, stragi che hanno segnato l’Italia, eroi civili e magistrati, la Sicilia che resiste e non dimentica. Esporre queste opere a Bacoli significa unire idealmente Sicilia e Campania in un unico fronte culturale contro la criminalità organizzata.
Il taglio del nastro ha visto una grande partecipazione di pubblico, in particolare studenti, destinatari privilegiati del messaggio di legalità. A fare gli onori di casa il sindaco Josi Gerardo Della Ragione, che ha ribadito l’importanza di educare attraverso la bellezza e la memoria. Il dibattito inaugurale, moderato dal direttore di Magazine Informare Antonio Casaccio, ha visto interventi di alto profilo: Maurizio Giordano, Sostituto Procuratore – Procura di Napoli; Federica Colucci, GIP – Tribunale di Napoli; Cesare Sirignano, Sostituto Procuratore – Procura di Napoli Nord; Giuseppe Cimmarotta, Procuratore aggiunto – Tribunale di Nola; Sandro Ruotolo, europarlamentare; Angelo Morlando, fondatore Associazione Officina Volturno. Le conclusioni sono state affidate al Prefetto di Napoli, Michele di Bari.
La mostra, aperta fino al 2 giugno, è pensata per essere vista e ascoltata. Accanto a ogni opera, un QR Code permette di accedere a contenuti audio che spiegano: il fatto di cronaca rappresentato, la storia della vittima e il contesto storico e civile. Un modo innovativo per avvicinare i ragazzi alla memoria attraverso un linguaggio immediato e coinvolgente.
A 34 anni da quel tragico 23 maggio 1992, la memoria non si spegne. Si rinnova, invece, attraverso i colori di Porcasi: una testimonianza cromatica che diventa denuncia, racconto, resistenza. Le sue tele ricordano che la cultura è una delle armi più affilate contro le mafie, capace di attraversare generazioni e territori, di unire comunità diverse in un’unica battaglia di civiltà.

Giornalista
