Anniversario Dalla Chiesa, la politica siciliana si stringe nel ricordo: “Un faro di legalità per le nuove generazioni”
PALERMO – A 43 anni dalla strage di via Carini, in cui persero la vita il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo, la Sicilia ha commemorato con profonda commozione il sacrificio di uno dei simboli più limpidi della lotta alla mafia. Le celebrazioni si sono aperte questa mattina con una cerimonia solenne presso la caserma del Comando Legione Carabinieri “Sicilia”, intitolata proprio al Generale Dalla Chiesa, che vi prestò servizio come Comandante dal 1966 al 1973.
Alla presenza del Comandante Interregionale Carabinieri “Culqualber”, Generale Claudio Domizi, del Generale Ubaldo Del Monaco e del Generale Luciano Magrini, è stata deposta una corona d’alloro al busto dedicato all’Eroe, rinnovando il legame profondo tra l’Arma e i valori incarnati da Dalla Chiesa. Le commemorazioni sono proseguite in via Isidoro Carini, luogo dell’agguato mafioso del 3 settembre 1982, alla presenza del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, delle autorità civili, militari e religiose, e dei familiari delle vittime. Una corona d’alloro è stata deposta in memoria dei caduti, seguita da una messa solenne nella Cattedrale di Palermo celebrata dall’Arcivescovo Corrado Lorefice.
Particolarmente toccante il momento conclusivo in via Vittorio Emanuele, dove alcuni bambini hanno deposto un omaggio floreale al cippo commemorativo, simbolo di speranza e impegno per un futuro libero dalla violenza. Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, attraverso l’assessore Francesco Scarpinato, ha ricordato: “La sua lezione vive nella Sicilia di oggi”. Numerosi i messaggi della politica regionale, da Mario Giambona (PD) che ha parlato di “responsabilità collettiva nella lotta alla mafia”, a Mario Intravaia (FI) che ha sottolineato “il coraggio di un servitore dello Stato che non esitò a combattere la criminalità organizzata”.
Marcello Caruso, coordinatore regionale di Forza Italia, ha definito Dalla Chiesa “un martire della giustizia, la cui eredità deve guidare l’impegno quotidiano contro corruzione e criminalità”. Il ricordo del Generale, assassinato dopo appena 100 giorni da Prefetto di Palermo, continua a scuotere le coscienze e a ispirare le istituzioni e la società civile. La memoria di Carlo Alberto Dalla Chiesa, di Emanuela Setti Carraro e di Domenico Russo non è solo un dovere civico, ma un atto politico e morale. Un monito per tutti: la legalità non è un rituale, è azione quotidiana.



Giornalista
