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Ars approva il parere sul deputato supplente: 37 sì, 28 no. È scontro politico sulla modifica dello Statuto

PALERMO – Con 37 voti favorevoli e 28 contrari, l’Assemblea Regionale Siciliana ha espresso parere positivo – seppur non vincolante – al disegno di legge nazionale che prevede la modifica dello Statuto speciale per introdurre la figura del deputato supplente. Il voto, avvenuto a scrutinio segreto, ha spaccato l’aula e acceso un duro confronto politico.

📌 Cosa prevede la norma

La proposta, già adottata in altri consigli regionali, prevede che il primo dei non eletti subentri al deputato nominato assessore, ruolo che in Sicilia è incompatibile con la funzione parlamentare. Con 12 assessorati attivi, la modifica potrebbe portare a un aumento significativo del numero effettivo di parlamentari, da 70 a 82.

💰 Cracolici (PD): “Costo aggiuntivo di 12 milioni”

Il deputato regionale Antonello Cracolici ha espresso voto contrario, denunciando l’impatto economico della norma: “Una spesa aggiuntiva di circa 12 milioni di euro per le casse pubbliche regionali. Il supplente sarà succube dell’assessore che sostituisce, privo di autonomia e libertà.”

⚠️ Varrica (M5S): “Riforma incostituzionale e autoreferenziale”

Durissimo il giudizio del deputato M5S Adriano Varrica, autore della relazione di minoranza: “Altro che norma di rango costituzionale. È ad altissimo rischio di incostituzionalità. Il supplente sarà vincolato alle decisioni dell’assessore, sotto potenziale ricatto politico. È una norma pensata dalla politica per fare un favore alla politica.”

🗣️ Di Paola (M5S): “Pagina nera per l’Ars”

Il vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola ha parlato di “una pagina nera scritta all’Ars”, denunciando l’interferenza di Roma su una norma che storicamente è sempre stata decisa in autonomia dall’Assemblea siciliana. “Presenteremo un disegno di legge per riformare complessivamente la legge elettorale.”

🚨 De Luca (M5S): “Deputati sotto ricatto politico”

Il capogruppo M5S Antonio De Luca ha definito la norma “abominevole”, accusando il centrodestra di voler creare “un gruppo di deputati privi di libertà e autonomia, con un grave squilibrio tra potere legislativo ed esecutivo.”

🔍 Un voto che divide e apre scenari istituzionali delicati

Il disegno di legge dovrà ora essere approvato in doppia lettura alla Camera e al Senato. Intanto, in Sicilia, il dibattito resta acceso: tra chi vede nella norma un adeguamento tecnico e chi la considera un pericoloso strappo istituzionale, il futuro della rappresentanza regionale torna al centro dello scontro politico.