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Asse della droga nel nisseno: 11 misure cautelari. Il giro d’affari era di 8mila euro a settimana

CALTANISSETTA. Una strutturata rete dello spaccio radicata a Riesi, con solidi canali di rifornimento all’ingrosso a Gela e Catania, è stata smantellata dai Carabinieri del Comando Provinciale di Caltanissetta. I militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. su richiesta della D.D.A. nissena nei confronti di 11 indagati (5 agli arresti domiciliari, 4 obblighi di dimora, un divieto di dimora e un obbligo di firma), accusati a vario titolo di violazioni del Testo Unico sugli stupefacenti ed estorsione. Una dodicesima persona è attivamente ricercata.

L’inchiesta del Nucleo Investigativo trae origine da un agguato a colpi d’arma da fuoco consumato a Riesi il 10 settembre 2025 contro due fratelli, scaturito proprio dai contrasti per il controllo della droga e che aveva già portato all’arresto di 4 esecutori materiali. Le successive indagini, durate fino al marzo 2026, hanno svelato l’esistenza di due nuclei criminali interconnessi: il primo gestiva la piazza di spaccio a Riesi, mentre il secondo garantiva flussi continui di hashish e cocaina da Gela e Catania.

L’organizzazione era capace di generare un volume d’affari stimato in circa 8.000 euro a settimana, con ben 633 episodi di spaccio contestati e circa 200 clienti identificati. Per eludere le investigazioni, il gruppo utilizzava sim card fittizie, pagamenti telematici, codici criptici e modalità di consegna protette, come le cessioni rapide direttamente all’interno delle auto dei acquirenti.

Le frizioni interne per i debiti di droga insoluti erano costanti: lo stesso agguato del 2025 era legato a una fornitura non pagata, così come un’estorsione registrata nell’ottobre 2025, quando uno spacciatore fu costretto a cedere la propria auto come pegno ai creditori gelesi. Durante le indagini i Carabinieri avevano già arrestato 2 corrieri in flagranza, sequestrando complessivamente circa 1,5 chili di hashish e 150 grammi di cocaina. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.