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Attacco alla Global Sumud Flotilla nel Mediterraneo: droni contro navi civili, cresce la tensione internazionale

MAR MEDITERRANEO – Nella notte tra martedì e mercoledì, almeno dieci imbarcazioni della Global Sumud Flotilla sono state attaccate da droni non identificati mentre navigavano nel Mediterraneo, nel tentativo di raggiungere la Striscia di Gaza e rompere il blocco in corso da oltre 23 mesi. Le esplosioni udite in mare, le comunicazioni interrotte e il lancio di sostanze urticanti hanno generato forte allarme tra gli attivisti a bordo, anche se al momento non si registrano feriti.

Secondo la Relatrice Speciale ONU per i Diritti Umani in Palestina, Francesca Albanese, sette attacchi di droni hanno colpito le navi dopo il sorvolo di circa quindici velivoli. Il comitato organizzatore ha denunciato il lancio di oggetti non identificati e almeno 13 esplosioni registrate nelle vicinanze delle imbarcazioni, causando danni materiali significativi.

Maria Elena Delia, portavoce per l’Italia della Flotilla, ha definito l’episodio “molto grave, che crea un precedente” e ha sollecitato un intervento politico immediato: “È stato come un attacco ai tre Paesi. Ci auguriamo che la politica intervenga.” Delia ha raccontato che “siamo stati attaccati da almeno quindici droni: prima hanno scaricato sostanze urticanti, poi hanno prodotto bombe sonore e infine si sono schiantati addosso alle barche. Sono 4 o 5 quelle danneggiate, tra cui la nostra, e non potranno più navigare a vela.”

L’attacco, durato circa due ore, ha avuto l’obiettivo di “sfiancare psicologicamente le persone che si trovano sulle barche di notte, al buio, in mare aperto,” ha aggiunto. “È un atto criminale contro una flotta civile. Noi non ci faremo intimidire, perché sappiamo di navigare in totale legalità, e andiamo avanti nel nostro viaggio diretti a Gaza per portare aiuti alla popolazione stremata.”

In risposta all’escalation, la Global Sumud Flotilla ha lanciato un appello urgente alle Nazioni Unite, chiedendo “una scorta marittima e osservatori diplomatici” per garantire la sicurezza delle circa quaranta imbarcazioni provenienti da 44 Paesi. “Esigiamo che tutti gli Stati membri dell’ONU, e in particolare quelli rappresentati a bordo, garantiscano una protezione efficace, affinché la Flotilla possa avanzare in sicurezza e il diritto prevalga sulle azioni di annientamento,” si legge nel comunicato diffuso via Telegram.

Sul fronte politico, la presidenza della Camera ha accolto le richieste avanzate dalle opposizioni e si è immediatamente attivata con la Presidenza del Consiglio e il ministro per i Rapporti con il Parlamento. Lo ha annunciato il presidente di turno di Montecitorio, Giorgio Mulè, riaprendo i lavori dell’Aula: “Il governo ha dato immediata disponibilità a che il ministro Crosetto – oggi in Lettonia – venga a riferire domattina in Aula.” Il calendario dei lavori sarà definito nella capigruppo anticipata al termine dei lavori antimeridiani.