Banda da fuori paese per la festa di San Leonardo, scoppia la polemica a Partinico
PARTINICO – Una scelta organizzativa che lascia l’amaro in bocca e apre un dibattito nel tessuto culturale cittadino. L’Associazione Musicale “Anton Bruckner”, storica realtà che rappresenta la banda musicale di Partinico, ha espresso pubblicamente profonda amarezza e delusione in merito alla gestione del servizio musicale per la solenne processione del Santo Patrono, San Leonardo. La contestazione nasce dalla decisione di affidare l’accompagnamento delle celebrazioni patronali a un corpo bandistico proveniente da un altro comune, escludendo di fatto le due realtà musicali locali che da anni operano stabilmente sul territorio.
«Per noi rappresenta una ferita e un motivo di profonda mortificazione – si legge nella nota ufficiale diffusa dal direttivo della “Bruckner” –. Non si tratta soltanto di un’esibizione mancata, ma del mancato riconoscimento verso il lavoro, la passione e l’impegno che da anni portiamo avanti nella nostra stessa comunità. Riteniamo che i momenti legati alla tradizione e all’identità di Partinico debbano essere le prime occasioni utili a valorizzare le energie e le competenze presenti sul territorio».
I vertici del sodalizio musicale hanno voluto rimarcare la funzione delle bande cittadine come autentiche agenzie educative capaci di avvicinare i giovani alla cultura, auspicando che in futuro le istituzioni e i comitati organizzatori dimostrino maggiore ascolto e sensibilità nei confronti del panorama associativo locale.
La “Toscanini” si unisce alla protesta: «Mancato il coinvolgimento»
Al coro di dissenso si è immediatamente unito il direttivo dell’Associazione Musicale e Culturale “Arturo Toscanini”, che ha condiviso e rafforzato le perplessità dei colleghi della “Bruckner”, lamentando la totale assenza di dialogo da parte degli organizzatori: «Riteniamo poco comprensibile quanto avvenuto. La nostra associazione non è stata coinvolta preventivamente nelle valutazioni e nelle decisioni riguardanti l’organizzazione della manifestazione, togliendoci la possibilità di esprimere un punto di vista o di partecipare a un confronto costruttivo. Le ricorrenze religiose e identitarie dovrebbero valorizzare le competenze presenti sul territorio, non essere momenti in cui le realtà locali rischiano di sentirsi messe da parte».



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