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Baraccopoli di Messina, un anno di accelerazione nel risanamento

MESSINA – Il 2025 si chiude con un significativo avanzamento del percorso di risanamento delle baraccopoli di Messina. La Struttura commissariale guidata dal presidente Renato Schifani ha accelerato interventi, acquisizioni e cantieri, restituendo alla città nuovi alloggi, aree riqualificate e spazi pubblici liberati dal degrado. «Ogni attività – sottolinea Schifani – dall’assegnazione di una casa al recupero di un bene dismesso, rappresenta un fattore di crescita per Messina. Al centro ci sono le persone e il loro diritto a vivere in quartieri dignitosi e a misura d’uomo».

Da febbraio a oggi sono stati acquistati 113 immobili, ai quali si aggiungeranno 21 appartamenti in fase di rogito e altri 17 in corso di acquisizione. Numeri che superano nettamente quelli degli anni precedenti e che hanno permesso al sub commissario Santi Trovato di consegnare le chiavi a decine di famiglie, con particolare attenzione ai nuclei fragili. Parallelamente proseguono gli interventi di manutenzione sugli alloggi non immediatamente assegnabili e sugli otto immobili ottenuti grazie al protocollo con l’Agenzia dei beni confiscati alla mafia.

Sul fronte dei cantieri, dicembre ha visto l’avvio delle demolizioni nel rione Taormina e in altre microaree, seguendo un piano di intervento omogeneo che punta a restituire alla città intere porzioni di territorio riqualificate. Quasi completato lo sbaraccamento di via Quinto Ennio, mentre proseguono i lavori a Fondo Basile e Fondo Saccà.

Importanti risultati arrivano anche dalla rigenerazione urbana: in via Macello Vecchio, dove un tempo sorgeva una baraccopoli addossata alle mura di Carlo V, stanno per essere consegnati nuovi giardini e uno spazio destinato a eventi culturali. Approvato inoltre il progetto esecutivo dell’Anfiteatro di Camaro San Paolo, che consentirà di completare il Parco urbano avviato nel 2006 e rimasto incompiuto per anni. Il 2026 porterà nuovi traguardi, con l’avanzamento dei progetti del Parco Magnolia e del Parco della Salita Tremonti.

Un percorso che, tra nuove case, cantieri e spazi restituiti alla comunità, segna un passo decisivo verso la trasformazione di aree storicamente degradate in luoghi vivibili, sicuri e finalmente integrati nella città.