Budapest, il tavolo impossibile: Trump spinge, Putin frena, Zelensky resiste.

𝑫𝒊 𝑴. 𝑪𝒖𝒄𝒄𝒉𝒊𝒂𝒓𝒂 ✍️
Budapest potrebbe diventare lo scenario di un incontro che nessuno finora ha avuto il coraggio di mettere in agenda: Trump, Putin e Zelensky insieme, in un vertice che promette la pace ma rischia di rivelarsi un’illusione.
Washington accelera, convinta che sia il momento di tentare la carta del faccia a faccia, scegliendo l’Ungheria come terreno neutro, politicamente malleabile e logisticamente sicuro.
Ma a frenare è il Cremlino, che parla di “passi graduali” e non conferma la volontà di Putin di sedere accanto al presidente ucraino. Un segnale che rende l’operazione fragile ancora prima di nascere.
Trump annuncia garanzie “forti” per Kyiv: niente soldati americani sul terreno, ma supporto aereo diretto e un ruolo centrale per gli alleati europei, quasi a immaginare una NATO parallela senza formalizzare l’ingresso dell’Ucraina.
Zelensky accoglie l’idea come un segnale di speranza, ma ribadisce i suoi confini invalicabili: nessuna cessione territoriale, nessun compromesso sull’integrità dello Stato.
Dall’altra parte, Putin mostra la faccia di sempre: disponibilità a discutere, ma solo a condizione di ottenere un riconoscimento di fatto delle conquiste russe.
E mentre si discute di summit e garanzie, la guerra continua a bussare con i suoi colpi secchi: l’Ucraina ha appena subito la più massiccia ondata di bombardamenti dell’ultimo mese, con infrastrutture energetiche ridotte in cenere e civili costretti a vivere sottoterra.
Una contraddizione che brucia: parlare di pace mentre la realtĂ del conflitto dimostra il contrario.
Budapest, se mai verrà scelta, potrebbe trasformarsi in due cose opposte: il primo passo verso un futuro diverso o l’ennesimo inganno diplomatico.
L’Europa osserva e attende, divisa tra l’illusione di un cessate il fuoco e il sospetto che si tratti solo di un gioco di potere.
La verità è che, senza un cambio reale di volontà da parte di Putin, nessun tavolo potrà fermare le bombe. Ma la sola idea di un trilaterale, per quanto fragile, è già una novità che mette tutti davanti a un interrogativo: se non ora, quando?

Maria Cucchiara – Docente di filosofia e storia, scrittrice e collaboratrice di Radio Amica. Appassionata di cultura, attualità e impegno sociale, racconta la realtà con sensibilità e sguardo critico, unendo attenzione al territorio e apertura internazionale.
