Bufera Albano. Cirillo: “Intollerabile una costante discriminazione contro la Democrazia Cristiana”

Scoppia la polemica dopo il servizio di Report che ha rivelato come il padre dell’assessore regionale alla famiglia Nuccia Albano sia stato condannato per mafia perché ritenuto esponente del clan di Borgetto.
Il deputato regionale di Sud chiama Nord, Ismaele La Vardera, che è anche vicepresidente della commissione regionale antimafia, attraverso i social ha anche chiesto le dimissioni dell’Assessore. Questo quanto affermato dall’onorevole La Vardera: “La cosa più grave è che la Albano è stata indicata da Totò Cuffaro a sua volta anche lui condannato per mafia. Non credo che le colpe dei padri debbano cadere sui figli e sono consapevole che Nuccia Albano ha una storia e una carriera importante. Lei – rimarca – è stata la prima donna medico legale e, addirittura, è stata tra coloro i quali hanno svolto l’autopsia sul corpo di Giovanni Falcone e di Libero Grassi. Mi chiedo però, se è normale che questa vicenda sia stata sempre nascosta? Cuffaro sa che l’Albano è figlia di un boss? Renato Schifani sa che un suo assessore è la figlia di un boss? Non mi resta che chiedere all’onorevole Nuccia Albano di chiarire quanto prima e a prendere le distanze dalla mafia e soprattutto da suo padre”.
Il segretario regionale della DC Stefano Cirillo replica all’On La Vardera
“Rispondo da segretario della Democrazia Cristiana per niente stupito dalla strumentalizzazione fatta da Report e dall’On La Vardera contro una donna che, per scelta di vita, ha voluto combattere la mafia a fianco di tutte le procure, sacrificando tutta la vita come medico legale. Fino a quando si userà il metodo medievale della caccia alle streghe, usato da Report, la Sicilia sarà vittima dei La Vardera di turno e di un pensiero ingiusto perché incompleto. Giusta e sacrosanta l’opposizione, ma intollerabile una costante discriminazione contro la Democrazia Cristiana”. Lo dichiara il segretario regionale della DC, Stefano Cirillo. “La Vardera arriva a dire ‘se l’assessore fosse stato nominato da un altro partito questa mia denuncia avrebbe un peso diverso’. Capisco – continua – l’uso che fa del pregiudizio che applica anche dicendo che il padre della professoressa Albano è stato condannato per mafia, tralasciando, come risulta dai nostri approfondimenti, che fu condannato in primo grado e che mai in via definitiva. Il giudizio mai completato ci pone davanti comunque al tema della trasparenza nella scelta di chi ci rappresenta, dovendo distinguere tra le colpe dei padri e l’evoluzione dei figli che non può farci cadere nel pregiudizio”.
“La professoressa Albano, coraggiosa, prima donna medico legale, ha servito le giustizia come pochi sono riusciti a fare durante anni difficilissimi della Sicilia – prosegue Cirillo -. Rappresenta, certamente, un simbolo di legalità che non può essere scalfito dal fatto che il padre sia o non sia stato un soggetto criminale, dimostrando che la storia può e deve essere cambiata anche sulle gambe di chi porta un peso che certamente non avrebbe voluto portare. Questo stile e questo modo di volere collegare la storia passata sempre al presente ci portano ad essere discriminati al punto che ovunque vai, nel mondo, basta dire che sei siciliano e in automatico vieni incasellato tra i soggetti poco graditi”. “Difficile combattere il pregiudizio e non ci importa, ci interessa con i fatti dimostrare che si può cambiare scegliendo ogni giorno come la Democrazia Cristiana da che parte stare, senza se e senza ma, dalla parte della legalità e della trasparenza”, conclude Cirillo.
M5S Sicilia: “L’assessore prenda nettamente le distanze dalla storia del padre o si dimetta”.
“Sulla ferma condanna alla mafia non ci possono essere equivoci, l’assessore Albano prenda nettamente e senza indugio le distanze dalla storia del padre, che è una storia mafiosa. E la mafia, che è una montagna di merda, va condannata sempre senza se e senza ma, specie da un importante componente delle istituzioni regionali che devono dare esempio di integrità morale”. Lo affermano Nuccio Di Paola, referente regionale del M5S, e Antonio De Luca, capogruppo del M5S all’Ars. “È chiaro – dicono Di Paola e De Luca – che le colpe dei padri non possono e non devono ricadere sui figli, ma sul contrasto netto alla mafia non ci può essere il benché minimo fraintendimento. Ci sembra pertanto gravissima la frase pronunciata dall’assessore, magari a caldo: ‘Non prendo le distanze dalla storia di mio padre’, frase che va rinnegata fortemente e senza indugi, altrimenti l’assessore si dimetta”.
Albano: “Non lo rinnego come padre, ma la mia scelta di vita è distante dalla mafia”
È arrivata anche la replica dell’assessore regionale Nuccia Albano che ha affermato: “Lo ribadisco con il cuore di una figlia che non è cresciuta con il proprio papà, non lo rinnego come padre, e non vedo come una figlia potrebbe rinnegarlo, ma la mia scelta di vita ha sempre preso le distanze dal fenomeno della mafia. Solo perché presa dalla concitazione per l’agguato, tesomi dalla giornalista di Report, ho detto che non rinnego la storia di mio padre. Ma è chiaro che volevo dire che non rinnego mio padre. Ho sempre lavorato all’insegna della giustizia e della trasparenza, valori che ho trasmesso ai miei figli e ai miei nipoti”.
Dc in Consiglio comunale Palermo: “Albano donna dalla grande integrità morale”
“Esprimiamo solidarietà e vicinanza umana all’onorevole Nuccia Albano, donna dalla grande integrità morale, sempre pronta ad ascoltare le esigenze del territorio e assessore di tutti, la quale ha saputo dimostrare sempre grande disponibilità verso i cittadini e gli esponenti politici, a prescindere dall’appartenenza e che è sempre pronta a contribuire anche per il bene del Comune di Palermo. Queste sono vili aggressioni messe in atto da chi teme la crescita del nostro partito e vuole provare a gettare fango in ogni modo. Siamo sicuri che l’assessore andrà dritta per la propria strada e non si farà scalfire da questa vicenda” Lo dichiara il capogruppo della DC in Consiglio comunale a Palermo, Domenico Bonanno.
Pace: “Assessore Albano ha sempre lavorato all’insegna della giustizia e della trasparenza”
“Siamo vicini all’assessore Nuccia Albano, della quale conosciamo l’integrità morale. Gli attacchi vili, ricordando un passato di cui la stessa non è stata protagonista perché molto piccola, non può che
lasciare basiti. L’assessore Albano, in qualità di stimato medico legale, ha lavorato per tutte le procure siciliane, svolgendo anche l’autopsia sul corpo di Giovanni Falcone e di Libero Grassi. Ha sempre lavorato all’insegna della giustizia e della trasparenza e lo sta continuando a fare, adesso, da assessore. Nuccia ha semplicemente subito un vile attacco politico per la sola colpa di far parte di un partito che cresce giorno dopo giorno e che evidentemente fa paura a tanti. Lo stesso attacco potremmo riceverlo ciascuno di noi. Se dovesse servire per coronare il sogno…io sono pronto”. Lo dichiara il capogruppo della DC all’Ars, Carmelo Pace.

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