Caccamo, 16 cani detenuti in condizioni incompatibili: denunciati due anziani. Sequestrati anche cardellini protetti
CACAMO (PA) — Un intervento complesso e delicato quello portato a termine dai Carabinieri del Nucleo CITES del Centro Anticrimine Natura di Palermo, affiancati dai militari della Stazione di Caccamo, nell’ambito di un servizio mirato alla repressione dei reati contro gli animali. Al termine dei controlli, un 69enne e una 66enne, entrambi originari del paese, sono stati denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Termini Imerese per detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e per detenzione illecita di fauna selvatica.
Locali angusti e condizioni igieniche critiche
I militari hanno scoperto, in alcuni locali attigui al giardino dell’abitazione dei due indagati, 16 cani meticci tenuti in condizioni gravemente inadeguate. Gran parte degli animali era rinchiusa in tre piccoli ambienti di circa 2 metri quadrati, privi dei requisiti minimi di spazio e igiene. Altri due cani — tra cui una femmina con cinque cuccioli — sono stati trovati legati con una catena di poco più di un metro, una pratica che dal 1° luglio 2025 costituirà di per sé un illecito amministrativo, punito con sanzioni da 500 a 5.000 euro. Tutti i cani erano inoltre sprovvisti di microchip, in violazione degli obblighi previsti dalla normativa regionale.
Sequestri, sanzioni e intervento dei veterinari
Con il supporto dei veterinari dell’ASP, è stato accertato che gli animali erano detenuti in condizioni incompatibili con la loro natura. I cani sono stati sequestrati e affidati alle cure competenti, mentre ai due indagati sono state elevate sanzioni amministrative per oltre 7.000 euro. Durante il controllo, i Carabinieri hanno rinvenuto anche due cardellini vivi, specie particolarmente protetta dalla normativa nazionale e internazionale. Gli uccelli erano privi di anello identificativo e della documentazione che ne attestasse la lecita provenienza. Anche questi esemplari sono stati sequestrati e, dopo aver verificato le buone condizioni sanitarie e la capacità di volo, reintrodotti in natura.
Presunzione di innocenza
È doveroso ricordare che i due indagati sono, allo stato, soltanto indiziati di delitto, pur gravemente, e che la loro posizione sarà valutata definitivamente solo al termine del processo, nel pieno rispetto del principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza.

Giornalista
