Cagliari: Dopo 14 anni lo Stato risarcisce una donna per violenza sessuale
Il Tribunale di Cagliari ha condannato la Presidenza del Consiglio dei Ministri a pagare 25mila Euro, più interessi e spese legali, ad una donna sassarese, oggi 89enne, che subì una violenza sessuale nel 2007, quando ne aveva 75. La sentenza riconosce la responsabilità dello Stato per la mancata attuazione delle direttive comunitarie. Il braccio di ferro è durato un decennio. La sentenza è storica, perché la direttiva, per anni, è rimasta totalmente ignorata dallo Stato italiano. La sentenza riconosce la responsabilità dello Stato per la mancata attuazione delle direttive comunitarie e pone fine ad un contenzioso durato oltre dieci anni tra la vittima e l’Avvocatura dello Stato in rappresentanza della Presidenza del Consiglio, decisa ad opporsi al riconoscimento dell’indennità. La conclusione definitiva del procedimento penale avvenne 11 anni fa, con la condanna del colpevole alle misure cautelari e una provvisionale di 30mila Euro, ma l’aggressore risultò nullatenente, per cui nessun risarcimento venne disposto dal Tribunale. In seguito, gli avvocati della vittima si sono appellati alla direttiva 2004/80 della Comunità Europea, che, in questi casi, prevede l’intervento risarcitorio da parte degli Stati membri. L’Italia, al 2012, non aveva ancora adottato la direttiva. Lo ha fatto in seguito, nel 2016, istituendo, però, un risarcimento di 4mila Euro per le vittime di violenza sessuale. L’indennizzo è stato reso più equo dopo una serie di interventi della Corte di Giustizia Europea, fino alla norma finale adottata nel 2020, che prevede un risarcimento di 25mila Euro. La direttiva 2004/80/CE impone agli Stati membri di attuare misure di collaborazione transfrontaliera, al fine di eliminare discriminazioni tra cittadini degli Stati membri, avuto riguardo al godimento e all’attuazione dei diritti di indennizzo conseguenti a reati, dei quali siano rimasti vittima in uno Stato diverso da quello di stabile residenza. Con la pronuncia n. 26757 del 24-11- 2020, la Corte di Cassazione ha già sancito l’obbligo per lo Stato di risarcire le vittime di reati violenti e intenzionali impossibilitate ad ottenere il risarcimento dei danni dall’autore. Il fondamento normativo di tale onere si rinviene nel tardivo recepimento della predetta direttiva, che ha imposto agli Stati membri dell’Unione Europea, a far data dal 01-07-2005, di apprestare un sistema indennitario generalizzato, idoneo a garantire un equo ristoro. Il concetto di una tutela risarcitoria statale affonda le proprie radici nella storia giuridica degli Stati europei, che, da mezzo secolo, ormai, hanno cominciato a sviluppare sistemi di risarcimento per le vittime impossibilitate a conseguire la riparazione dei danni dagli autori.
✍️ Salvatore Giordano per ????“Amica News”. ????


Direttore Responsabile
