Calatafimi Segesta, annullato l’arrivo dei bovini dalla Sardegna: stop per un focolaio di dermatite nodulare
CALATAFIMI SEGESTA – Il tradizionale arrivo dei bovini dalla Sardegna, previsto per domani mattina, domenica 19 aprile, è stato annullato. A comunicarlo è il presidente del Ceto dei Massari, Giuseppe Avila, spiegando che la decisione è conseguenza di un divieto regionale imposto in seguito a un nuovo focolaio di Dermatite nodulare contagiosa.
«Dalla Regione Sardegna è arrivato il divieto per i bovini di lasciare l’isola – afferma Avila – a causa di un nuovo focolaio e di un ulteriore sospetto nel comune di Villaputzu. L’unità di crisi ha disposto il blocco totale delle movimentazioni di bovini in uscita dal territorio regionale. Il Ministero della Salute ha confermato il divieto dal 15 aprile 2026 fino a nuove disposizioni».
La tradizione non si ferma: in arrivo due pariglie dalla Toscana
Nonostante lo stop improvviso, il Ceto dei Massari ha già individuato due pariglie di bovini provenienti dalla Toscana, che arriveranno in città nei prossimi giorni. Le date saranno comunicate a breve. Per la Festa del Santissimo Crocifisso, a Calatafimi Segesta sono previste sei pariglie di bovini, solitamente selezionate in Sardegna mesi prima della celebrazione. Domani mattina gli animali erano attesi per la tradizionale sfilata con i rispettivi bovari.
Il ruolo dei buoi nella festa: simbolo di forza, lavoro e identità
Per i “Massarioti”, i buoi non sono semplici animali da traino, ma protagonisti della festa al pari degli uomini che li accudiscono. Sono trattati con cura, rispetto e attenzione: rappresentano il legame con il lavoro della terra, un tempo affidato alla loro forza e oggi sostituito dalle macchine. Due di loro trainano il grande carro con la Torre dei Massari, dal quale l’1 e il 2 maggio vengono lanciati i tradizionali “cucciddati” durante la Corte.
L’arrivo anticipato degli animali – circa venti giorni prima della festa – è parte integrante della preparazione: devono imparare il percorso, abituarsi alla folla, ai suoni, alle strade e alle situazioni nuove rispetto ai loro ambienti abituali.
Una tradizione che resiste alle difficoltà
Nonostante l’imprevisto sanitario, la macchina organizzativa non si ferma. Il Ceto dei Massari assicura che la tradizione sarà rispettata e che la presenza dei bovini, elemento identitario della festa, sarà garantita.

Giornalista
