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Caltagirone: scoperto sistema di falsi certificati per ottenere agevolazioni per invalidi

CALTAGIRONE – Si chiude una delle indagini più complesse degli ultimi anni nel territorio calatino. La Procura della Repubblica di Caltagirone ha notificato 27 avvisi di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito dell’operazione denominata “All Inclusive”, che ha portato alla luce un presunto sistema organizzato di falsi certificati medici finalizzati a ottenere pensioni di invalidità e altri benefici assistenziali in assenza dei requisiti sanitari. L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria in stretta collaborazione con i militari della Compagnia di Caltagirone, si è sviluppata tra gennaio 2020 e dicembre 2022, attraverso intercettazioni, pedinamenti e approfonditi accertamenti documentali.

Un “mercato delle certificazioni” per ottenere benefici indebiti

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe emerso un vero e proprio mercato parallelo delle diagnosi, con specialisti del settore che – dietro compenso – avrebbero rilasciato false certificazioni attestanti patologie inesistenti o aggravate. Tali documenti sarebbero stati utilizzati per ottenere: pensioni di invalidità civile (L. 222/1984), benefici economici e assistenziali, riconoscimenti sanitari non dovuti. Tra i 27 indagati figurano: 4 medici dell’ASP di Catania, 1 commercialista, 1 avvocato, 1 sedicente legale, diversi privati cittadini beneficiari delle presunte agevolazioni

Il ruolo degli intermediari e il “pacchetto completo”

Fulcro del sistema, secondo gli investigatori, sarebbe stato il lavoro di due intermediari: un commercialista 73enne di Scordia, un falso avvocato 46enne di Caltagirone. I due avrebbero messo in contatto i richiedenti con i medici compiacenti – due neurologi, un fisiatra dell’Ospedale “Gravina e Santo Pietro” e uno psichiatra del Dipartimento di Salute Mentale – offrendo un vero e proprio “pacchetto all inclusive”, da cui il nome dell’operazione.

Il servizio avrebbe incluso: rilascio di certificati medici falsi, spesso retrodatati; preparazione del richiedente per simulare la patologia davanti alla Commissione INPS; presenza degli intermediari alle visite collegiali; assistenza legale in caso di rigetto dell’istanza. Il costo del “servizio” sarebbe variato tra 2.000 e 4.000 euro per ciascun soggetto.

Almeno 19 casi individuati

Gli investigatori hanno documentato l’applicazione del presunto sistema fraudolento in almeno 19 casi, con benefici economici ottenuti da persone prive dei requisiti sanitari previsti dalla legge. Un danno diretto per lo Stato e per gli enti previdenziali, oltre che un grave vulnus per chi, realmente invalido, attende tempi lunghi per il riconoscimento dei propri diritti.