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Capaci dice “no” alla guerra: il Comune aderisce alla campagna R1PUD1A di Emergency

CAPACI – Dopo Trappeto, anche il Comune di Capaci aderisce ufficialmente alla campagna nazionale R1PUD1A promossa da Emergency per la diffusione di una cultura di pace. La Giunta municipale, con apposita delibera, ha sancito l’impegno dell’amministrazione guidata dal sindaco Pietro Puccio nel sostenere l’iniziativa ispirata all’articolo 11 della Costituzione, che afferma con chiarezza: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».

«Il nostro Comune – dichiara il sindaco Puccio – ha deciso di aderire alla campagna R1PUD1A di Emergency per riaffermare con forza i principi costituzionali e per promuovere una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani, specialmente in un momento storico internazionale così delicato».

Fondata nel 1994 da Gino Strada, Emergency è un’organizzazione non governativa, indipendente e neutrale, che da oltre trent’anni offre cure medico-chirurgiche gratuite alle vittime di guerre e di povertà in molte parti del mondo. Con la campagna R1PUD1A, l’associazione intende creare una rete di Comuni, istituzioni e cittadini che condividono i valori della nonviolenza e della cooperazione.

Il Comune di Capaci è tra i primissimi della Sicilia ad aderire alla campagna, unendosi così agli oltre 500 Comuni italiani che hanno già fatto proprio questo impegno simbolico e concreto. Emergency, nel promuovere l’iniziativa, ha voluto ricordare alcuni dati significativi: nei conflitti in corso il 90% delle vittime sono civili, e la spesa militare continua a sottrarre risorse fondamentali ai sistemi sanitari e di welfare. Basti pensare che il costo di un solo aereo F-35 equivale a quello di 3.244 posti letto di terapia intensiva.

Con questa scelta, Capaci si schiera apertamente dalla parte della pace, dell’umanità e della Costituzione, rafforzando il fronte dei Comuni italiani che dicono con chiarezza “No alla guerra”.