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Capaci, il Consiglio comunale vota all’unanimità la mozione per candidare i bambini di Gaza al Premio Nobel per la Pace

CAPACI (PA) – Nella serata di ieri, 16 febbraio 2026, il Consiglio comunale di Capaci ha approvato all’unanimità una mozione presentata da alcuni consiglieri di maggioranza per sostenere la candidatura dei bambini di Gaza al Premio Nobel per la Pace. Un voto compatto, che ha temporaneamente superato divisioni politiche e che si inserisce in un movimento nazionale già abbracciato da numerosi Comuni italiani e sostenuto dalla Regione Puglia. L’iniziativa nasce dall’associazione “L’isola che non c’è” di Latiano, in provincia di Brindisi, e mira ad accendere i riflettori sulle vittime innocenti del conflitto israelo‑palestinese, un dramma che da decenni segna la storia del Medio Oriente e che, solo negli ultimi due anni, ha provocato oltre 70 mila morti tra i palestinesi, più della metà donne e bambini.

“Ai bambini di Gaza viene negato persino il diritto all’infanzia”

La mozione approvata dal Consiglio sottolinea come i bambini di Gaza vivano in condizioni proibitive: mancanza di igiene, istruzione, acqua, alimenti, giocattoli, casa. A tutto questo si aggiunge la privazione più grave: il diritto all’infanzia e, troppo spesso, alla vita stessa. Secondo i promotori, la candidatura al Nobel rappresenterebbe un gesto simbolico di grande forza, capace di sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale e di richiamare l’attenzione su sofferenze e privazioni che non possono essere ignorate.

Un voto unanime e un dibattito carico di emozione

La seduta consiliare è stata caratterizzata da un confronto intenso e partecipato, che ha portato a una sintesi condivisa da tutte le forze politiche. Il voto unanime è stato letto come un segnale importante: un momento in cui la comunità istituzionale di Capaci ha scelto di parlare con una sola voce su un tema che tocca la coscienza collettiva.

L’appello: “Altri Comuni siciliani seguano l’esempio”

Il Consiglio comunale auspica ora che la proposta, partita da un piccolo centro del brindisino e approvata anche a Capaci, possa essere accolta da molti altri Comuni siciliani e italiani, contribuendo a un movimento di solidarietà e consapevolezza più ampio. Un gesto simbolico, certo, ma che vuole ricordare che la pace non è solo un obiettivo politico: è un dovere morale che passa anche dalla capacità delle comunità locali di farsi portavoce dei più fragili.