Carburanti, la stangata silenziosa: in cinque anni +27% sul gasolio, +21,7% sulla benzina
Le vacanze italiane hanno sempre avuto un compagno fedele: l’automobile. Ma oggi quel compagno presenta un conto sempre più salato. Secondo i dati diffusi dal Codacons, negli ultimi cinque anni il prezzo dei carburanti ha subito un’impennata che pesa come un macigno sui bilanci familiari: +27% per il gasolio, +21,7% per la benzina. Tradotto in termini concreti, un pieno oggi costa in media 17 euro in più rispetto al 2019.
Non si tratta di un’oscillazione fisiologica, né di un episodio isolato legato alle crisi geopolitiche o alle speculazioni estive: è un trend consolidato, che fotografa una delle derive più gravi del mercato italiano. Un bene primario come il carburante, necessario non solo per le vacanze ma per il lavoro quotidiano e i trasporti essenziali, è diventato terreno fertile per squilibri che scaricano tutto il peso sui cittadini.

La domanda che emerge è scomoda: a chi giova questa stangata? Le compagnie petrolifere continuano a registrare utili miliardari, lo Stato incassa con accise e IVA che rimangono immutate persino quando le quotazioni del petrolio scendono, e i consumatori restano l’anello debole della catena, costretti a pagare per spostarsi, lavorare, vivere.
Il paradosso è evidente: si parla di transizione ecologica, di auto elettriche e di sostenibilità, ma intanto milioni di italiani devono fare i conti con un salasso quotidiano. L’auto, che in molte zone del Paese resta l’unico mezzo praticabile per mancanza di trasporti pubblici efficienti, si trasforma in un lusso mascherato.
E mentre il governo tace o si limita a promesse generiche di controlli, il cittadino continua a stringere la cinghia. Non è solo una questione economica, ma sociale e politica: quando il costo della mobilità diventa insostenibile, si restringe la libertà stessa di muoversi, di lavorare, di scegliere.
La stangata sui carburanti non è un incidente di percorso: è la fotografia di un’Italia che continua a spostare il peso delle sue contraddizioni sui più deboli.

Maria Cucchiara – Docente di filosofia e storia, scrittrice e collaboratrice di Radio Amica. Appassionata di cultura, attualità e impegno sociale, racconta la realtà con sensibilità e sguardo critico, unendo attenzione al territorio e apertura internazionale.
