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Carini, conclusi i festeggiamenti in onore del SS Crocifisso: quattro giorni di emozioni, tradizione e partecipazione

CARINI – Con la solenne processione del simulacro del SS Crocifisso, accompagnato eccezionalmente dalla statua di San Vito, e uno spettacolo pirotecnico che ha illuminato il cielo di Carini, si sono conclusi i festeggiamenti in onore del SS Crocifisso. Quattro giorni intensi, ricchi di spiritualità, cultura e aggregazione, che hanno visto una partecipazione straordinaria da parte dei cittadini e dei visitatori. «È stata una grande festa!», ha dichiarato il sindaco Giovì Monteleone. «Ho incontrato cittadini entusiasti e orgogliosi di riprendersi il territorio. Il centro storico, animato in ogni angolo — da piazza a Miramare, dal borgo medievale a Roccazzello, fino a piano Barone e Vicolo dei Fiori — ha rivelato tutta la sua bellezza, proprio perché vissuto da tanta gente».

La festa ha attirato carinesi da ogni parte, compresa la diaspora dagli Stati Uniti, che ha voluto essere presente per celebrare le proprie radici. Bar e locali hanno registrato il tutto esaurito, segno tangibile di una città viva e accogliente. Il successo dell’evento è stato frutto di un lavoro corale: dagli uffici comunali ai settori turismo, lavori pubblici e servizi a rete, dalla polizia municipale ai Carabinieri e alla protezione civile, fino agli operatori ecologici dell’Ecoburgos e alla ditta Taormina Autolinee, che ha garantito il servizio navetta per facilitare l’accesso al centro storico.

Un ruolo fondamentale è stato svolto anche dalla comunicazione digitale, con la diffusione delle immagini della festa curata da “Il Carinese” e “Teleoccidente”, che hanno permesso di condividere l’atmosfera festosa anche a distanza. Il sindaco ha voluto ringraziare tutte le aziende carinesi che hanno sponsorizzato gli spettacoli e le luminarie, e in particolare l’associazione IOD dei carinesi negli USA, che ha finanziato uno degli spettacoli principali. Un sentito ringraziamento è stato rivolto all’arciprete don Giacomo Sgroi e alle congregazioni religiose, che hanno reso solenni e toccanti i momenti spirituali della festa.

Ma il cuore pulsante dell’evento, secondo Monteleone, sono stati i giovani volontari delle associazioni locali — Proloco Centro, Almoad, Jonathan Livingston, What’s Art, Arte e Fede, La Carini che vorrei — coordinate dall’instancabile lavoro dell’assessore allo Spettacolo, avv. Ciccio Palazzolo. «Questa è la miglior Carini», ha concluso il sindaco. «Un patrimonio umano e di tradizioni da mantenere e da incoraggiare. Una comunità che non si rassegna al degrado, ma che si sbraccia per valorizzare il proprio territorio e renderlo vivo, partecipato e orgoglioso». Una festa che ha lasciato il segno, non solo per la bellezza degli eventi, ma per il messaggio di unità e rinascita che ha saputo trasmettere.