San vito Lo Capo, devastò Baia Santa Margherita: arrestato il presunto piromane
L’uomo, incastrato dalle testimonianze raccolte dai Carabinieri di Alcamo, avrebbe lanciato un ordigno infiammabile dall’auto, distruggendo 20 ettari di macchia mediterranea in un’area protetta

I Carabinieri della Compagnia di Alcamo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) su richiesta della Procura della Repubblica di Trapani. Il provvedimento dispone la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti di un uomo originario del territorio.
L’indagato è ritenuto gravemente indiziato del reato di incendio boschivo, con l’aggravante di aver arrecato un danno significativo ad aree, specie animali o vegetali protette.
I fatti risalgono allo scorso 2 giugno, quando un devastante rogo ha ferito uno degli scorci costieri più suggestivi e incontaminati del trapanese: la località di Baia Santa Margherita (tra Castelluzzo e Macari, nel comune di San Vito Lo Capo).

In quell’occasione, le fiamme hanno letteralmente divorato circa 20 ettari di macchia mediterranea. Per domare il gigantesco fronte di fuoco è stato necessario un massiccio dispiegamento di forze a terra, con squadre dei Vigili del Fuoco e del Corpo Forestale dello Stato, supportate dal fondamentale intervento dei mezzi aerei antincendio, senza i quali sarebbe stato impossibile contenere il disastro.
La svolta investigativa è arrivata grazie alla tempestività dei militari dell’Arma. Subito dopo lo scoppio dell’incendio, i Carabinieri si sono portati sul posto per raccogliere le prime, cruciali informazioni.
Le testimonianze dei presenti si sono rivelate decisive:
- Alcuni testimoni avevano notato un uomo a bordo della propria autovettura fermarsi nei pressi della vegetazione.
- L’automobilista è stato visto chiaramente lanciare dal finestrino un ordigno infiammabile che, a contatto con le sterpaglie secche, ha innescato immediatamente la fiammata iniziale.
I successivi e meticolosi accertamenti condotti dai Carabinieri hanno permesso di dare un nome e un volto al presunto piromane, consolidando un quadro indiziario ritenuto solido e grave dall’Autorità Giudiziaria, che ha così firmato il provvedimento restrittivo.

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