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Catania, la Cisal Terziario dice “no” al premio di risultato per la Servizi Città Metropolitana: “Prima i diritti e gli stipendi corretti, poi i premi”

CATANIA – La Cisal Terziario Catania ha scelto di non sottoscrivere il nuovo accordo sul premio di risultato destinato ai lavoratori della SCMC – Servizi Città Metropolitana Catania, l’Azienda Speciale partecipata dalla Città Metropolitana. Una decisione motivata da criticità che, secondo il sindacato, l’intesa non affronta e che continuano a penalizzare numerosi dipendenti. Il segretario provinciale Paolo Magrì parla di “un’occasione mancata” e di un sistema che ripropone meccanismi già contestati: «L’iniziativa ripropone un modello al quale ci siamo opposti nel 2025 con un accordo sperimentale rivelatosi un fallimento. Non ci piacciono le repliche, per questo non abbiamo condiviso neppure questo nuovo accordo».

“Prima gli stipendi corretti, poi i premi”

Secondo la Cisal Terziario, l’Azienda Speciale non garantirebbe ancora il pieno rispetto delle previsioni economiche del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Il sindacato segnala: sottoinquadramenti tra manutentori, amministrativi, operatori museali e addetti alle pulizie; part‑time non volontari, imposti dai limiti del disciplinare con la Città Metropolitana; differenze retributive che, a loro giudizio, dovrebbero essere sanate prima di parlare di premi. Magrì è netto: «Perché le risorse destinate ai premi non vengono utilizzate per garantire i corretti trattamenti economici previsti dal contratto nazionale? Solo dopo aver assicurato pari dignità salariale si può parlare di premi».

“Un Robin Hood al contrario”

Durissima la critica al sistema premiale approvato dalle altre organizzazioni sindacali: «È un Robin Hood al contrario: si toglie a chi già percepisce meno di quanto gli spetterebbe per finanziare premi destinati ad altri. Un meccanismo ingiusto che non possiamo condividere». La Cisal contesta anche la scelta di riparametrare il premio in base al part‑time, anche quando il part‑time non è frutto di una scelta del lavoratore.

Sicurezza sul lavoro fuori dagli obiettivi premianti

Tra i punti più contestati c’è l’assenza di indicatori legati alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La Cisal aveva proposto di destinare una quota del premio al raggiungimento di obiettivi in materia di prevenzione degli infortuni: «Un’azienda che opera in attività a rischio dovrebbe incentivare il rispetto delle norme sulla sicurezza. Sarebbe stato utile per i lavoratori e vantaggioso anche sul piano economico, con una possibile riduzione dei premi INAIL. La proposta è stata respinta con totale disinteresse».

L’appello al sindaco metropolitano

Il sindacato rivolge ora un appello al sindaco metropolitano di Catania, affinché promuova un nuovo confronto tra Cda e parti sociali. «Confidiamo nel sindaco, che in passato ha dimostrato equilibrio e responsabilità. Serve convocare il Cda e le organizzazioni sindacali per costruire un percorso realmente condiviso. Prima vanno garantiti dignità salariale, corretto inquadramento e tutele; solo dopo le eventuali risorse residue potranno essere destinate ai premi». La Cisal Terziario ribadisce che continuerà a portare il tema al centro del dibattito sindacale e istituzionale, chiedendo un sistema premiale equo e rispettoso dei diritti di tutti i lavoratori.