Ascolta Radio Amica ON LINE

Amica News

La Musica Intorno

Catania, operazione antimafia: due arresti per l’omicidio di Salvatore Alfio Privitera

CATANIA – Una vasta operazione antimafia è scattata all’alba tra Catania e Zaccanopoli (VV), dove i Carabinieri dei Comandi Provinciali di Catania e Siracusa – con il supporto dei militari di Vibo Valentia, del R.I.S. di Messina, degli Squadroni Eliportati “Cacciatori” e del 12° Nucleo Elicotteri – hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due persone. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Catania su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, riguarda due indagati ritenuti – “allo stato delle indagini e ferma restando la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva” – gravemente indiziati di omicidio, soppressione di cadavere, porto illegale di armi e danneggiamento seguito da incendio, tutti aggravati dal metodo mafioso .

Le vittime e gli arrestati

La vittima è Salvatore Alfio Privitera, il cui corpo carbonizzato era stato trovato il 6 gennaio 2026 nelle campagne di Carlentini, all’interno della sua autovettura. Gli arrestati sono Pietro Catanzato e Danilo Sortino. Il 36enne Pietro è figlio di Giovanni Catanzaro detto “U milanisi”, esponente apicale del clan Cappello–Bonaccorsi. Danilo Sortino, 22 anni, di Lentini, già noto per reati contro il patrimonio e stupefacenti.

Le indagini: GPS, rilievi scientifici e testimonianze

L’attività investigativa è stata complessa fin dall’inizio, poiché gli autori del delitto avevano tentato di eliminare ogni traccia, incendiando il cadavere e l’auto. Determinante è stata l’analisi dei dati GPS dell’autovettura della vittima, che ha permesso di individuare il luogo dell’aggressione: l’area adiacente al Villaggio Ippocampo di Mare di Catania. Nel sopralluogo, gli investigatori hanno rinvenuto “numerose tracce ematiche, segni riconducibili a una colluttazione (tra cui una ciocca di capelli e una collana in oro strappata) e un bossolo parzialmente combusto di un fucile calibro 12” .

Secondo la ricostruzione, Privitera sarebbe stato colpito alla nuca con un colpo d’arma da fuoco la sera del 5 gennaio 2026. I due indagati avrebbero poi tentato un primo incendio sul posto, per poi trasportare il cadavere a San Demetrio, nell’agro di Carlentini, dove l’auto è stata data definitivamente alle fiamme. Sortino, subito dopo il delitto, avrebbe cambiato SIM e telefono, rendendosi irreperibile fino al suo arresto in Calabria.

Il movente: droga e debiti di gioco

Gli inquirenti ritengono che il movente sia legato a dissidi per traffici di stupefacenti e a rapporti di debito e credito legati al gioco d’azzardo gestito da Catanzaro. Nel comunicato si legge che “sembrerebbe sia pure avvenuta una sottrazione di una busta contenente stupefacente con cui il Privitera si sarebbe recato al fatale appuntamento” .

Perquisizioni e sequestri

Contestualmente agli arresti, i Carabinieri hanno eseguito perquisizioni e sequestri di dispositivi informatici e beni pertinenti al reato, sui quali saranno effettuati accertamenti tecnici per individuare ulteriori tracce biologiche e digitali utili alla ricostruzione dei fatti.