Catania: operazione “Parco Giochi”, 10 arresti per droga e armi
Catania, 20 novembre 2025 – Alle prime luci dell’alba oltre 80 militari del Comando Provinciale dei Carabinieri di Catania, supportati da reparti speciali, unità cinofile e mezzi aerei, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale etneo nei confronti di 10 persone, ritenute gravemente indiziate di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e di detenzione e porto illegale di armi e munizioni.
Gli arrestati
Destinatari della custodia cautelare in carcere:
- Carmelo Palermo (Catania, 1994), indicato come capo e organizzatore di una piazza di spaccio;
- Alessandro Caffarelli (Catania, 1998), capo e organizzatore di un’altra piazza di spaccio;
- Piero Blanco (Catania, 1969), partecipe;
- Salvatore Christian Greco (Catania, 2002), partecipe;
- Michael Gaetano Lazzaro (Catania, 2001), partecipe;
- Orazio Santagati (Catania, 1997), partecipe;
- Rosario Viglianesi (Catania, 1999), partecipe;
- Sebastiano Raffaele Torrisi (Catania, 1992), accusato di detenzione e porto illegale di armi e munizioni.
Agli arresti domiciliari con controllo elettronico:
- Angela Campo (Catania, 1994), partecipe;
- Nancy Sofia Campo (Ravenna, 2000), partecipe.
L’indagine “Parco Giochi”
L’inchiesta, denominata “Parco Giochi” dal nome della chat utilizzata dagli indagati, ha avuto origine da un duplice incendio doloso avvenuto a Santa Venerina nel maggio 2023. Le indagini hanno permesso di ricostruire l’esistenza di un’associazione criminale dedita al traffico di cocaina, crack, hashish e marijuana, con quattro piazze di spaccio tra Catania e Misterbianco.
Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe mostrato forte vicinanza al clan mafioso dei Cursoti milanesi, mutuandone simboli e modalità operative, e vantando una significativa disponibilità di armi, definite cripticamente “cugino” nelle conversazioni intercettate.
Sequestri e attività criminali
Nel corso dell’attività sono stati sequestrati 500 grammi di droga, tre pistole (di cui due clandestine), un fucile a canne mozze e 70 munizioni di vario calibro. L’organizzazione avrebbe garantito introiti di circa 3.000 euro al giorno, con stipendi settimanali di 600 euro ai sodali e una cassa comune per spese legali e assistenza agli affiliati.
Tra gli episodi contestati anche un’estorsione con la tecnica del “cavallo di ritorno” per 500 euro, ai danni del proprietario di un ciclomotore rubato presso la discoteca “Vecchia Dogana”.

Giornalista
