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Catania, sequestrati due centri scommesse illegali: raccolte puntate per oltre 350 mila euro nel 2026

CATANIA – Un piano di controlli mirati, due centri scommesse irregolari scoperti e un volume di giocate illecite che, nel solo 2026, supera i 350 mila euro. È il bilancio dell’operazione condotta nei giorni scorsi dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania, in sinergia con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’attività, svolta dal I Gruppo delle Fiamme gialle e dall’Ufficio ADM Sicilia 2, ha preso di mira esercizi selezionati attraverso l’incrocio di banche dati e informazioni raccolte durante i controlli economici sul territorio. Un lavoro di analisi che ha permesso di individuare due centri scommesse del capoluogo etneo dove veniva esercitata attività di gioco collegata a bookmaker esteri non autorizzati.

Sequestrati pc, modem, stampanti e 1.000 euro in contanti

All’interno dei locali, i finanzieri hanno trovato e sequestrato due personal computer già “loggati” su piattaforme di scommesse online illegali, completi di modem, stampanti e rotoli di carta termica per l’emissione delle ricevute. Rinvenuti anche circa 1.000 euro in contanti, ritenuti provento delle giocate. L’analisi dei dispositivi ha permesso di ricostruire un flusso di 14.000 puntate effettuate nel 2026, per un totale di oltre 350.000 euro raccolti al di fuori dei circuiti autorizzati. I titolari dei due esercizi sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria per esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse. Le verifiche fiscali proseguiranno per quantificare le imposte evase.

Irregolarità anche in altri esercizi: slot scollegate e imposta non versata

Nel corso dei controlli, ulteriori violazioni amministrative sono state riscontrate in altri punti gioco: apparecchi meccanici ed elettromeccanici installati senza il pagamento dell’imposta sugli intrattenimenti; New slot non collegate alla rete dei Monopoli, quindi non tracciate e non autorizzate.

Un settore ad alto rischio per la criminalità economica

Il comparto del gioco pubblico, spiegano le Fiamme gialle, continua a rappresentare un’area di forte interesse per la criminalità economica, attratta dai margini di guadagno e dalla possibilità di eludere controlli e tassazione. Da qui il costante impegno della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel presidiare il settore, tutelando gli operatori regolari e i giocatori. La nota stampa delle Fiamma Gialle ricorda che i procedimenti sono nella fase delle indagini preliminari e che, in base al principio di presunzione di innocenza, la responsabilità degli indagati sarà accertata solo con sentenza definitiva.