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Cattura del boss Matteo Messina Denaro: scoperto a Campobello di Mazara, il “covo” dell’ex superlatitante. Intanto, il boss è stato trasferito in Abruzzo, ipotesi carcere a L’Aquila

È durata tutta la notte la perquisizione del Covo del boss Matteo Messina Denaro, scoperto dai Carabinieri del Ros e dalla Procura di Palermo, guidata da Maurizio De Lucia dopo ore di ricerche. La casa usata dal boss è stata individuata a Campobello di Mazara. Alla perquisizione ha partecipato personalmente il Procuratore Aggiunto, Paolo Guido che da anni indaga sull’ex latitante di Cosa Nostra. L’edificio, che si troverebbe nel centro abitato, è stato setacciato palmo a palmo. Non è ancora noto cosa sia stato trovato all’interno del covo usato dal boss durante l’ultimo periodo della sua latitanza, scoperto a Campobello di Mazara, in via CB31. Centro di 11 mila abitanti, situato nella Val di Mazara, Campobello è il paese di Giovanni Luppino, l’uomo che, ieri, ha accompagnato il capomafia alla clinica “La Maddalena” dove è scattato il blitz. Campobello è a soli 8 chilometri da Castelvetrano, paese di origine di Messina Denaro e della sua famiglia. L’individuazione del covo e la sua perquisizione sono tappe fondamentali nella ricostruzione della latitanza del capomafia. E non solo. Diversi pentiti hanno raccontato che il padrino castelvetranese era custode del tesoro di Totò Riina, documenti top secret che il boss corleonese teneva nel suo nascondiglio prima dell’arresto, fatti sparire perché la casa, a differenza di ora, non venne perquisita.

Denaro trasferito in Abruzzo: ipotesi carcere a L’Aquila.

È sbarcato ieri sera con un volo militare all’aeroporto di Pescara, il boss mafioso Matteo Messina Denaro, dopo l’arresto avvenuto a Palermo. L’ipotesi più accreditata, come anticipato da “La Repubblica” e “il Centro”, è che il boss venga detenuto nel carcere dell’Aquila poiché è una struttura di massima sicurezza, ha già ospitato personaggi di spicco ed anche perché nell’ospedale del capoluogo c’è un buon centro oncologico. Non è escluso che l’ex Primula Rossa, sia stata trattenuta altrove per la notte, o in una caserma o nei vari penitenziari della zona. Secondo quanto si è appreso, autorità ed istituzioni sarebbero state allertate.