Cinisi rende omaggio alle vittime della strage di Punta Raisi
CINISI (PA) – Una cerimonia sobria e carica di significato quella che si è svolta oggi davanti alla stele commemorativa della strage di Punta Raisi. Il sindaco di Cinisi, Vera Abbate, insieme al presidente della Gesap Salvatore Burrafato, al comandante dei Carabinieri Massimo Brunati, al presidente del Consiglio comunale Antonella Candido, all’assessore Roy Cardile e alla Polizia Municipale, ha deposto una corona in ricordo delle vittime del disastro aereo del 23 dicembre 1978, una delle pagine più dolorose della storia del territorio.
«Oggi abbiamo deposto una corona per non dimenticare le vittime di quella tragica pagina della nostra storia» ha dichiarato il sindaco Abbate, sottolineando l’importanza di mantenere viva la memoria collettiva. Il primo cittadino ha inoltre rivolto un ringraziamento ai volontari che hanno provveduto alla pulizia e alla cura dell’area della stele, restituendo decoro a un luogo simbolo della comunità.
La tragedia del volo Alitalia 4128
Il ricordo si è concentrato anche sulla ricostruzione dell’incidente del volo Alitalia 4128, partito da Roma-Fiumicino e diretto a Palermo-Punta Raisi con 129 persone a bordo. Alle 00:38 del 23 dicembre 1978, il McDonnell Douglas DC-9-32 “Isola di Stromboli” precipitò nel Mar Tirreno, a circa tre chilometri a nord dell’aeroporto, nel territorio di Cinisi, durante la fase di avvicinamento finale alla pista.
Secondo le ricostruzioni ufficiali, l’incidente fu attribuito a un errore dei piloti, convinti di trovarsi più vicini all’aeroporto di quanto fossero realmente. Dopo una prima fase di discesa strumentale, l’equipaggio interruppe la manovra a circa 150 piedi di quota, passando al pilotaggio manuale nel tentativo di individuare visivamente la pista. Una scelta rivelatasi fatale: negli ultimi secondi di volo il DC-9 procedette quasi radente al mare, alla velocità di 150 nodi, fino a quando un colpo di vento fece perdere la minima quota residua, causando l’impatto con l’acqua e la rottura della fusoliera in due tronconi. Il bilancio fu drammatico: 108 vittime, tra cui tutti i cinque membri dell’equipaggio. Solo 21 passeggeri riuscirono a salvarsi, recuperati dalle barche dei pescatori della zona.
Alcuni piloti, negli anni successivi, ipotizzarono che a trarre in inganno l’equipaggio potesse essere stata un’illusione ottica: in particolari condizioni notturne, con nubi basse, le luci della pista si sarebbero riflesse sull’acqua e sulle nuvole, dando l’impressione che l’aeroporto fosse più vicino e più basso rispetto alla sua reale posizione. Un disorientamento che, combinato con la fase di transizione dal volo strumentale a quello manuale, avrebbe contribuito alla tragedia.
Un impegno che continua
La cerimonia di oggi rinnova l’impegno della comunità di Cinisi nel custodire la memoria delle vittime e nel preservare i luoghi simbolo della storia locale. «Il passato deve continuare a parlare alle nuove generazioni – ha ribadito il sindaco Abbate – ricordandoci l’importanza della consapevolezza, del rispetto e della responsabilità civica».

Giornalista
