Cinisi, rissa in discoteca finisce sui social “Ora basta”

Rissa in una discoteca a Cinisi. Alcuni giovani si sono presi a calci e pugni dentro il locale del Quetzal disco club in contrada San Giovanni, sulla strada statale 113. Sono stati gli stessi proprietari del locale ad aver denunciato tutto sui social dopo che comunque alcuni video della scazzottata erano già finiti a circolare sulla rete. A sedare lo scontro è stato lo staff di sicurezza del club della provincia palermitana, i quali sarebbero stati a loro volta aggrediti.
Successivamente sono intervenuti i carabinieri che indagano. “La nostra struttura è stata oggetto di un grave atto vandalico che ha causato danni ingenti – dicono dalla direzione del locale -. Questo episodio, unito ad altri atti di violenza accaduti nel nostro territorio, sta mettendo a dura prova la movida. Da sempre, la nostra struttura si impegna a promuovere una movida serena e rispettosa, creando un ambiente sicuro e accogliente per tutti e così è stato per tutta la stagione senza mai un episodio del genere. Situazioni che ledono la nostra immagine e la sicurezza di tutti. Purtroppo episodi come quello accaduto mettono in discussione il nostro impegno e quello di tutti gli operatori del settore che lavorano onestamente. Nonostante gli sforzi profusi, abbiamo ritenuto necessario richiedere l’intervento delle forze dell’ordine per garantire la sicurezza di tutti i presenti”.
Una volta giunti sul posto, però, i militari dell’Arma avrebbero constatato che nel frattempo la rissa era terminata e chi ne avevo preso parte si era dileguato. Non è stato quindi identificato alcun violento di quella rissa a Cinisi. “E’ giunto il momento di dire basta a questi atti di violenza – continuano ancora i responsabili della discoteca – che danneggiano non solo le attività economiche, ma anche l’immagine della nostra città. Chiediamo pertanto giustizia, un intervento deciso delle istituzioni per garantire la sicurezza di tutti e creare le condizioni necessarie per una movida responsabile e sostenibile”.


