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“Cinque minuti con Gesù” Rubrica quotidiana a cura di Patrizio Parra accolito della parrocchia M.SS. Annunziata Partinico.

Vangelo di Giovedì 3 giugno 2021 Marco (12, 28b–34)In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio».E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.Commento «Ascolta Israele». Il primo comandamento parte dall’ascolto. Non è solo un invito a stare attenti a quel che verrà dopo, è un invito a metterci nella giusta disposizione d’animo per accogliere l’amore di Dio, che si fa inevitabilmente amore per Dio.«Amerai dunque il Signore Dio…»: è più che un comandamento, è una conseguenza dell’atteggiamento di ascolto del Signore e della sua parola. Siamo chiamati all’amore. E se «Dio è amore» (1Gv 4, ????, è egli stesso che nutre il nostro amarlo con tutto noi stessi, cuore, mente e forza.E questo amore strabordante che viene da Dio e a Dio ritorna mette in circolo la bellezza dello Spirito e inonda la nostra umanità, così che amiamo il nostro prossimo come noi stessi. E amando, amando sempre di più, tenderemo ad amarci gli uni gli altri così come Dio ci ama.«Con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza»: questo amore è totalizzante, pieno, intenso, non ha eguali. Non lascia esclusa nessuna parte della nostra persona. Così come Cristo ci ha amati con tutto se stesso, così siamo portati ad amarlo.È un amore attivo, concreto, trascinante, difficile da descrivere a parole. Ma dove non arrivano le parole dell’uomo, arriva il gesto presente di Dio che riesce a farci comprendere quanto ci ha amati da sempre e che siamo chiamati, in lui, ad amare.Quando ci saremo messi in ascolto e avremo capito la nostra vocazione ad amare, allora Gesù ci dirà, come a quello scriba: «Non sei lontano dal regno di Dio».Patrizio Parra