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Colpo alla Stidda mazzarinese: la Guardia di Finanza sequestra 30 terreni e due immobili a Gela

CALTANISSETTA. Continua senza sosta l’aggressione ai patrimoni illeciti accumulati dalla criminalità organizzata nel nisseno. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caltanissetta hanno eseguito il sequestro di trenta terreni e due unità immobiliari, per un valore stimato in circa 200 mila euro, riconducibili a esponenti di spicco della cosiddetta “Stidda mazzarinese”. Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione per l’applicazione delle Misure di Prevenzione del Tribunale di Caltanissetta.

L’attività investigativa ha preso le mosse dall’impulso della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) della Procura nissena, sviluppando gli elementi emersi nella precedente operazione “Chimera” condotta dal Reparto Territoriale dei Carabinieri di Gela. In quel contesto era venuto alla luce il ruolo apicale di due cittadini di Mazzarino, considerati rispettivamente il reggente e un partecipe del clan mafioso, entrambi già condannati con sentenza definitiva per reati associativi.

I finanzieri del Gruppo di Gela hanno così avviato accertamenti patrimoniali mirati, applicando le prerogative del Codice Antimafia per verificare la sproporzione tra il tenore di vita e le entrate ufficiali dei soggetti proposti e dei loro nuclei familiari. Gli esiti degli screening economico-finanziari hanno evidenziato una netta sproporzione, quantificata in oltre un milione di euro, tra le ricchezze accumulate negli anni e le fonti di reddito lecite formalmente dichiarate.

Il patrimonio individuato è stato ritenuto il frutto del reimpiego dei proventi delle attività delittuose del sodalizio mafioso, da tempo inserito nel tessuto economico e sociale del territorio. Questo intervento si aggiunge a una più vasta azione di contrasto che nei mesi scorsi aveva già portato al sequestro di tre imprese, due immobili, cinquantanove terreni, tredici veicoli e quote finanziarie riferibili alla medesima consorteria criminale.

Il provvedimento odierno è stato disposto in via anticipata, in attesa della successiva fase di contraddittorio che si terrà dinanzi al Palazzo di Giustizia di Caltanissetta per valutare la trasformazione del blocco attuale in una confisca definitiva dei beni a favore dello Stato.