Coltivava marijuana in Contrada Cipollazzo: 56enne di Bronte denunciato dai Carabinieri
BRONTE – Un blitz scattato alle prime luci dell’alba nelle zone più impervie dell’Etna ha permesso di individuare una coltivazione illegale di sostanze stupefacenti. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Randazzo, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia”, hanno denunciato in stato di libertà un cinquantaseienne residente a Bronte, accusato di coltivazione e produzione non autorizzata di sostanze stupefacenti.
L’intervento si inserisce nell’ambito dei servizi di controllo del territorio disposti dal Comando Provinciale di Catania, mirati specificamente al contrasto dello spaccio e della produzione di droga nelle aree rurali e difficilmente accessibili, dove l’ausilio dei reparti specializzati dell’Arma risulta fondamentale.
L’operazione ha preso il via all’alba in Contrada Cipollazzo, nel territorio di Bronte, un’area già finita sotto la lente degli investigatori della Compagnia di Randazzo a seguito di una preliminare attività info-investigativa. Durante il pattugliamento della zona, i “Cacciatori” hanno notato il cinquantaseienne mentre si aggirava con fare sospetto nei pressi di una proprietà rurale.
I militari hanno deciso di fermarlo per l’identificazione e di estendere il controllo all’intera area circostante. La perquisizione sul posto ha consentito di scoprire 3 piante di marijuana coltivate all’interno di grossi vasi, mentre una quarta era stata appena estirpata dal terreno. I fusti, di altezza compresa tra i 60 e i 100 centimetri, si presentavano in pieno stato vegetativo e già ricchi di infiorescenze.
Successivamente, gli accertamenti sono stati estesi anche al domicilio dell’uomo, un monolocale situato nel centro di Bronte. All’interno dell’abitazione i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato un bilancino di precisione perfettamente funzionante, ritenuto utile per la pesatura delle dosi.
Tutto il materiale e i vegetali sono stati posti sotto sequestro; la sostanza stupefacente sarà inviata in laboratorio per determinare l’esatta qualità e la percentuale di principio attivo. Il 56enne è stato deferito alla Procura della Repubblica per la violazione dell’articolo 73 del D.P.R. 309/1990. Nel rispetto dei diritti dell’indagato, si specifica che per l’uomo vige il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

Giornalista
