Papa Leone XIV, è il giorno dell’intronizzazione: “Sono stato scelto senza merito”
Post pubblicato sul profilo Facebook di Daniele Viola
L’omaggio di Prevost al suo predecessore, San Giovanni Paolo II
Alla sua inaugurazione, il 18 maggio 2025 – quello che sarebbe stato il 105° compleanno di San Giovanni Paolo II – Papa Leone XIV indossò la casula del defunto Papa in un sentito atto di omaggio.
Il gesto è ampiamente considerato come un simbolo profondo di continuità e riverenza per coloro che lo hanno preceduto.
Papa Leone XIV ha ricevuto il pallio e l’anello del Pescatore
Lungo applauso della piazza dopo i riti specifici dell’inizio del Pontificato di Papa Leone XIV, ossia l’imposizione del Pallio e la consegna dell’Anello del Pescatore. Il Pontefice, visibilmente commosso, si è battuto con le mani il petto in segno di ringraziamento. Durante la consegna dell’Anello, Prevost ha guardato l’anulare, commosso: “Sono stato scelto senza merito”.
Papa Leone XIV ha fatto ingresso nel sagrato di Piazza San Pietro– Aggiornamento delle ore 10.05
Primo giro in papamobile per Leone XIV, prima della Messa di insediamento
Il primo giro in papamobile per Leone XIV. Il Pontefice saluta i fedeli arrivati numerosi fin dalle prime ore del mattino per partecipare alla messa di inizio pontificato in piazza San Pietro.
Video di Daniele Viola
In piedi sulla jeep bianca scoperta ha benedetto la folla e ha percorso tutta la via della Conciliazione. Tanti i fedeli che si sono assiepati al suo passaggio, il Papa si è anche fermato a benedire alcuni neonati. Già più di diecimila le persone che hanno fatto accesso all’interno di piazza San Pietro per la cerimonia di intronizzazione.
Messa di insediamento di Papa Leone XIV: gli aggiornamenti delle ore 06.40
Già dalle prime luci dell’alba, iniziano i preparativi per la Santa Messa celebrata da Papa Leone XIV in occasione dell’inizio del Pontificato. Ecco gli aggiornamenti, nella diretta che abbiamo realizzato.
Udienza del Santo Padre Leone XIV con i Rappresentanti dei Media convenuti a Roma per il Conclave.
Questa mattina, dopo aver superato i controlli di sicurezza e dopo una fila chilometrica con centinaia di operatori della stampa di tutto il mondo, siamo entrati finalmente all’interno della sala Nervi, intitolata a San Paolo VI, luogo simbolo delle udienze con il Santo Padre. Poco dopo le ore 11, dalla porta laterale e accolto da un caloroso applauso, ha fatto ingresso Leone XIV. Successivamente, il Pontefice si è avvicinato a molti dei presenti, stringendo le mani e interloquendo con loro.
LA NOSTRA GALLERIA FOTOGRAFICA
di Daniele Viola
Visita alla tomba di papa Francesco, nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore
Ieri pomeriggio, poco prima che il Santo Padre Leone XIV arrivasse, abbiamo visitato la tomba di Papa Francesco, nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, nei pressi della stazione ferroviaria “Termini”.
Processione dell’effige della Madonna in piazza San Pietro
La giornata si è conclusa con la processione e il Santo Rosario, recitato in piazza San Pietro, con il quadro della Madonna. Tante fiaccole accese, silenzio e preghiera da parte dei fedeli presenti e un pensiero particolare al nuovo Pontefice, Leone XIV, a due giorni dalla sua elezione al soglio di Pietro.
[ESCLUSIVA RADIO AMICA] Papa Leone XIV, ripreso dalle nostre telecamere, ritorna in Vaticano dopo l’uscita pomeridiana a Genezzano
Questo pomeriggio, alle ore 15.20 circa, Papa Leone XIV è partito dalla sua residenza e ha raggiunto il Santuario della Madre del Buon Consiglio a Genazzano, a 60 chilometri dalla Capitale, per una visita in forma privata. Il santuario, retto dai religiosi dell’Ordine di Sant’Agostino, custodisce un’antica immagine della Vergine, cara all’Ordine e alla memoria di Leone XIII. Dopo un’accoglienza festosa da parte di alcune centinaia di persone raccolte sulla piazza davanti al Santuario, il Papa è entrato in chiesa, dove ha salutato i religiosi e si è fermato in preghiera, prima davanti all’altare e poi di fronte all’immagine della Vergine, dove con i presenti ha recitato la preghiera di Giovanni Paolo II alla Madre del Buon Consiglio. Al termine, dopo la recita dell’Ave Maria e il canto del Salve Regina, il Papa si è rivolto a quanti erano in chiesa, salutando loro e il popolo di Genazzano riunito all’esterno: “Ho voluto tanto venire qui in questi primi giorni del nuovo Ministero che la Chiesa mi ha consegnato, per portare avanti questa missione come Successore di Pietro”. E ricordando la visita fatta dopo l’elezione a Priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino, e la scelta di “offrire la vita alla Chiesa”, il Papa ha ribadito la sua “fiducia nella Madre del Buon Consiglio”, compagnia di “luce, saggezza” con le parole rivolte da Maria ai servitori nel giorno delle Nozze di Cana, riferite nel Vangelo di Giovanni: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”. Insieme alla comunità il Papa ha poi raggiunto una sala interna per un incontro privato. Al termine, il Papa si è affacciato dal portale della Basilica e, salutando i presenti, ha rivolto loro alcune parole, esprimendo la gioia di essere potuto venire a pregare la Madre del Buon Consiglio, “un dono così grande” per il popolo di Genazzano, da cui deriva anche una grande responsabilità: “come la Madre mai abbandona i suoi figli, voi dovete essere anche fedeli alla Madre”. Il Papa ha salutato i giovani, e i giovani di cuore – “Siamo tutti!”, ha detto – e ha evocato lo spirito di entusiasmo con cui seguire Gesù, secondo l’esempio di Maria.
Infine, prima di lasciare il Santuario, ha benedetto i presenti.
Sulla via del ritorno verso il Vaticano, Papa Leone XIV ha raggiunto Santa Maria Maggiore, dove si è fermato in preghiera davanti alla tomba di Papa Francesco e all’icona della Vergine, Salus Populi Romani.
Giunto a pochi passi dal Portone del Peruggino, noi di Radio Amica lo abbiamo immortalato attraverso il video seguente. Leone XIV ha salutato i presenti, poi ha fatto ritorno al Palazzo del Sant’Uffizio dove momentaneamente risiede in attesa che vengano conclusi i lavori di manutenzione al Palazzo Apostolico.
Il racconto del Conclave, dagli occhi del corrispondente Daniele Viola
Da ogni parte del mondo pellegrini, fedeli, turisti e curiosi, alla notizia della morte di papa Francesco, hanno guardato Roma e la città del Vaticano come meta da dover raggiungere, una destinazione in cui, per svariate ragioni, si potesse chiudere un capitolo e contemporaneamente aprirne uno nuovo. Questo spartiacque è rappresentato dal Conclave, che con tutti i suoi segreti e misteri, per l’elezione di un nuovo Pontefice è tra gli eventi più importanti di sempre, diventando un tassello fondamentale nel panorama storico e culturale di un’epoca (non è un caso, che in ogni periodo storico fin dalle origini del cristianesimo i papi sono stati i protagonisti indiscussi del proprio tempo). Ed è da una prospettiva privilegiata e insolita, che ho avuto la fortuna di raccontare ogni aspetto e ogni fase di questa maratona elettorale a sfondo religioso. Dal braccio di Carlo Magno, per attendere con trepidazione, la fumata dal comignolo della Sistina e sperare che fosse bianca; dalla Basilica di San Pietro per la celebrazione in preparazione al Conclave e in piazza San Pietro, luogo di silenzio e di speranza per il futuro della Chiesa. Devo dire, con molta convinzione, che questo Conclave si è rivelato con non pochi colpi di scena: a partire dalla sua stessa durata, che certamente dai pronostici doveva abbondantemente superare le sei votazioni. Ma ciò che più di tutti ha sorpreso noi cronisti è proprio l’eletto. Campane a festa, un boato di gioia che si alza dalla piazza verso l’alto (anche grazie alla folla che si capisce l’esito della fumata), l’attesa del primo discorso dalla Loggia delle benedizioni e l’intonazione dell’inno Vaticano da parte della banda musicale della Gendarmeria Vaticana e delle altre Forze di Polizia, in segno di festa nel nome del nuovo vescovo di Roma. Nel suo primo discorso, il nuovo Pontefice con le lacrime agli occhi, ha usato “parole di pace, disarmata e disarmante” ed ha sottolineato l’importanza del dialogo, ha riferito Matteo Bruni, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede. La scelta del nome è un chiaro richiamo alla dottrina sociale della Chiesa. Dopo la Messa celebrata da Papa Leone XIV, in cappella Sistina, con tutto il collegio Cardinalizio, i porporati hanno rilasciato alcune dichiarazioni in merito all’elezione del nuovo Pontefice. “Siamo contenti e felici”, così il Card. Pizzaballa esprime la sua gioia all’indomani della fumata bianca. E il Card. Matteo Zuppi, presidente della CEI, dichiara: “In principio, il papa è sempre bravo”. E la sala stampa, le giornate frenetiche dei tantissimi giornalisti provenienti da ogni parte del mondo hanno costituito forse la parte più peculiare di questo Conclave, il primo nell’epoca dei social network e dell’intelligenza artificiale, con una città del Vaticano blindata e senza alcuna connessione con l’esterno affinché i cardinali non subissero condizionamenti. Leone XIV è al suo secondo giorno di pontificato, certamente nulla ancora è possibile capire su quale sarà il suo percorso: una cosa è certa, chi lo ha conosciuto garantisce che il pontificato di Prevost sarà sulla stessa scia dell’Argentino Bergoglio. Sul resto nessuno sa nulla, e come direbbe Manzoni “ai posteri l’ardua sentenza” sull’operato di Leone XIV per la Chiesa in tutto il mondo.
Pubblicato lo stemma ufficiale di Leone XIV, la sua foto e la firma
Il Vaticano, questo pomeriggio, ha pubblicato la foto ufficiale del Santo Padre Leone XIV con la firma che sarà poi distribuita in tutti gli uffici della Città del Vaticano oltre che in tutte le Chiese del mondo: la stessa sostituirà il ritratto di papa Francesco.
Inoltre, sono stati pubblicati oggi, 10 maggio, lo stemma e il motto di Papa Leone XIV.
Lo stemma raffigura uno scudo diviso diagonalmente in due settori: quello in alto ha uno sfondo azzurro e vi è raffigurato un giglio bianco; quello in basso ha uno sfondo chiaro e vi è rappresentata una immagine che ricorda l’Ordine di sant’Agostino: un libro chiuso sul quale vi è un cuore trafitto da una freccia. L’immagine richiama l’esperienza della conversione di Sant’Agostino che lo stesso spiegava con le parole “Vulnerasti cor meum verbo tuo”, “Hai trafitto il mio cuore con la tua Parola”. Nei tratti essenziali, quindi, Leone XIV ha confermato lo stemma anteriore, scelto per la sua consacrazione episcopale come pure il motto “In Illo uno unum”. Si tratta delle parole che Sant’Agostino ha pronunciato in un sermone, l’Esposizione sul Salmo 127, per spiegare che “sebbene noi cristiani siamo molti, nell’unico Cristo siamo uno”.In una intervista con i media vaticani del luglio 2023, lo stesso Prevost spiegava: “Come si evince del mio motto episcopale, l’unità e la comunione fanno parte proprio del carisma dell’ordine di Sant’Agostino e anche del mio modo di agire e pensare. Penso che sia molto importante promuovere la comunione nella Chiesa e sappiamo bene che comunione, partecipazione e missione sono le tre parole chiave del Sinodo. Quindi, come agostiniano, per me promuovere l’unità e la comunione è fondamentale. Sant’Agostino parla molto dell’unità nella Chiesa e della necessità di viverla”.
Verbale che accerta l’avvenuta elezione di Leone XIV, redatto subito dopo lo scrutinio
Ieri, subito dopo la conclusione dellk scrutinio, è stato redatto un verbale circa l’accettazione del Romano Pontefice e il nome da lui assunto, redatto dal Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie con funzione di notaio.
“Ottimo lavoro”, il commento a caldo del prefetto di Roma Giannini
Il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, commenta l’incredibile lavoro portato avanti da tutte le forze di polizia in occasione degli eventi successivi alla morte di Papa Francesco, come il suo stesso funerale, e gli eventi relativi al Conclave che ha visto l’elezione di Leone XIV. “Ottimo lavoro”, afferma Giannini precisando l’efficienza di tutte le donne e gli uomini che in questi giorni hanno garantito la sicurezza nella Capitale.
La politica italiana commenta l’elezione di Leone XIV al soglio di Pietro
Davanti la sede della Camera dei Deputati, abbiamo raccolto le dichiarazioni dei deputati Angelo Bonelli e di Nicola Fratoianni sull’elezione del nuovo Pontefice.
Invariate le cariche in Vaticano: Papa Leone XIV si prende un periodo di riflessione
Nella foto: Papa Leone XIV e il suo predecessore, Papa Francesco
Sua Santità Leone XIV ha espresso la volontà che i Capi e i Membri delle Istituzioni della Curia Romana, come pure i Segretari, nonché il Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, proseguano, provvisoriamente, nei rispettivi incarichi. Il Santo Padre desidera, infatti, riservarsi un certo tempo per la riflessione, la preghiera e il dialogo, prima di qualunque nomina o conferma definitiva.
Il commento di alcuni cardinali, dopo l’elezione di Leone XIV
Dopo la Messa celebrata da Papa Leone XIV, in cappella Sistina, con tutto il collegio Cardinalizio, i porporati hanno rilasciato alcune dichiarazioni in merito all’elezione del nuovo Pontefice. “Siamo contenti e felici”, così il Card. Pizzaballa esprime la sua gioia all’indomani della fumata bianca. E il Card. Matteo Zuppi, presidente della CEI, dichiara: “In principio, il papa è sempre bravo”.
Il risveglio di Roma, dopo l’elezione del nuovo Sommo Pontefice Leone XIV
Un risveglio gioioso, quello di questa mattina per tutti i cattolici del mondo che ieri hanno accolto la notizia dell’elezione al soglio di Pietro di Papa Leone XIV, al secolo card. Robert Francis Prevost. Nel suo primo discorso, il nuovo Pontefice ha usato “parole di pace, disarmata e disarmante” ed ha sottolineato l’importanza del dialogo, ha riferito Matteo Bruni, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede. La scelta del nome è un chiaro richiamo alla dottrina sociale della Chiesa. Domenica alle 12 la recita della preghiera del Regina Coeli dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro. La Sala Stampa ha inoltre fornito l’agenda per i prossimi appuntamenti del nuovo Pontefice.
Questa mattina, 9 maggio, alle 11 ha celebrato una Messa con i cardinali nella Cappella Sistina. La celebrazione è stata trasmessa in diretta sui canali dei media vaticani. In seguito, domenica 11 maggio alle 12, il nuovo Vescovo di Roma reciterà la preghiera del Regina Coeli dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro. Lunedi, 12 maggio alle 10, il Papa Leone XIV incontrerà nell’Aula Paolo VI tutti gli operatori dei media accreditati alla Sala Stampa della Santa Sede che hanno coperto gli eventi delle ultime settimane. Successivamente la messa di insediamento, prevista forse per domenica 18 maggio in piazza San Pietro.
Le prime immagini di Papa LEONE XIV
ROBERT FRANCIS PREVOST È IL NUOVO PAPA, SI CHIAMERÀ LEONE XIV: CHI È IL PONTEFICE?
Lo statunitense Robert Francis Prevost è una figura di spicco nella Chiesa Cattolica contemporanea e alcuni lo considerano un Pontefice di compromesso, con un profilo internazionale che potrebbe unire diverse sensibilità all’interno della Chiesa. Missionario in Perù per oltre un decennio, ha ricoperto per due mandati consecutivi alla guida dell’Ordine degli Agostiniani e ha servito come vescovo nella Diocesi di Chiclayo. Nel 2023 Papa Francesco lo ha nominato Prefetto del Dicastero per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina, conferendogli un ruolo cruciale nella selezione dei vescovi a livello globale. Nel settembre 2023, Prevost è stato creato cardinale da Papa Francesco, assumendo il titolo di Cardinale Vescovo di Albano. – La Carriera Ecclesiastica:Robert Francis Prevost, nato il 14 settembre 1955 a Chicago, entrò nel noviziato dell’Ordine di Sant’Agostino nel 1977, emettendo i voti solenni nel 1981. Il suo percorso accademico comprende una laurea in Matematica conseguita presso la Villanova University nel 1977, un Master in Teologia presso la Catholic Theological Union di Chicago, e successivamente una licenza e un dottorato in diritto canonico ottenuti presso il Pontificio Collegio San Tommaso d’Aquino a Roma. La sua tesi di dottorato trattava del ruolo del priore locale nell’Ordine di Sant’Agostino. La sua carriera ecclesiastica è segnata da incarichi di rilievo e da numerosi riconoscimenti. Dopo l’ordinazione sacerdotale, avvenuta nel 1982, Prevost partì nel 1985 per la missione agostiniana in Perù, dove servì come cancelliere della Prelatura Territoriale di Chulucanas fino al 1986.Dal 1987 al 1988 rientrò negli Stati Uniti per svolgere il ruolo di responsabile vocazionale e direttore delle missioni della Provincia agostiniana di Chicago. Poi tornò in Perù, dove per dieci anni diresse il seminario agostiniano di Trujillo, insegnò diritto canonico nel seminario diocesano e ne fu anche prefetto degli studi. Oltre a ciò, svolse compiti pastorali in parrocchia, fu funzionario diocesano, formatore e vicario giudiziale. Nel 1999 tornò a Chicago e fu eletto priore provinciale della provincia ‘Mother of Good Counsel’ dell’arcidiocesi. Dopo due anni e mezzo, fu eletto priore generale dell’Ordine Agostiniano, incarico che ricoprì per due mandati, fino al 2013. Nel 2014 rientrò in Perù, dove Papa Francesco lo nominò amministratore apostolico della diocesi di Chiclayo. L’anno seguente ne divenne vescovo. Durante il suo episcopato, fu anche vicepresidente e membro del consiglio permanente della Conferenza Episcopale Peruviana dal 2018 al 2023. In quegli anni, l’episcopato peruviano avrebbe avuto un ruolo rilevante nel garantire una certa stabilità istituzionale durante le crisi politiche che portarono alla caduta di diversi presidenti. Nel biennio 2020–2021, Prevost fu anche amministratore apostolico di Callao, in Perù. Nel gennaio 2023 Papa Francesco lo ha chiamato a Roma nominandolo prefetto del Dicastero per i Vescovi, un incarico strategico poiché responsabile della nomina dei vescovi in tutto il mondo. Il 30 settembre 2023 Francesco lo ha creato cardinale.
La vicinanza alla visione pastorale di Francesco: Nei primi mesi da prefetto, l’allora arcivescovo Prevost ha mantenuto un profilo mediatico riservato, ma ha ricevuto apprezzamenti per la sua capacità di ascolto e la padronanza delle questioni trattate. Sebbene sia noto per la sua discrezione, alcune sue posizioni sono emerse. È considerato molto vicino alla visione di Papa Francesco in materia di ecologia, attenzione ai poveri e ai migranti, e disponibilità all’incontro con le persone nella loro realtà. Lo scorso anno dichiarò: “Un vescovo non dovrebbe comportarsi come un piccolo principe nel suo regno”.
Video di Daniele Viola
Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam! Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum, Dominum Robertum Franciscum, Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem Prevost, qui sibi nomen imposuit Leonem Decimum Quartum.
L’ANNUNCIO DEL CARDINALE PROTODIACONO, DOMINIQUE MAMBERTI, DALLA LOGGIA DELLE BENEDIZIONI
Habemus Papam: alla quarta votazione, è stato eletto il nuovo Pontefice
Campane a festa, il popolo esulta: è stato eletto il nuovo papa. La fumata bianca dal comignolo della Sistina.
La banda della Gendarmeria Vaticana intona l'inno e sfila sul Sagrato.
La banda dell’Arma dei Carabinieri e delle altre Forze dell’ordine italiane e sfila sul Sagrato, in festa per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice.
Giovedì 08 maggio 2025 – Aggiornamento delle ore 16.10
Tanta attesa e trepidazione tra i fedeli, accorsi da tutto il mondo per assistere da piazza San Pietro al Conclave che eleggerà il nuovo Pontefice della Chiesa Cattolica. Già due le fumate nere che hanno, però, delineato la geografia tra i cardinali elettori che tra poco si sposeranno nuovamente in Sistina per proseguire con la quarta e la quinta votazione. Noi abbiamo sentito le sensazioni di alcuni pellegrini e abbiamo chiesto loro quale deve essere la caratteristica principale del nuovo papa.
Giovedì 08 maggio 2025 – Aggiornamento delle ore 11.56
È nera la seconda fumata. Si aspetterà oggi pomeriggio per sapere se i cardinali, durante il quarto scrutinio potranno trovare la quadra ed eleggere il nuovo papa. Previsto il pranzo a Santa Marta, alle 15.45 la partenza verso il Palazzo apostolico, quindi alle 16.30 il ritiro in Sistina per procedere ad altre due votazioni.
La diretta da Piazza San Pietro, dopo la fumata nera
Giovedì 08 maggio 2025 – Aggiornamento delle ore 11.26
La seconda votazione, iniziata questa mattina alle ore 8.00, non è andata a buon fine. Si attende la fumata delle ore 12.00 che potrà essere sia nera che bianca. Nel frattempo, il Cardinale Decano Giovanni Battista Re, a Pompei ha dichiarato: “Auspico la fumata bianca per questa sera”
"Auspico che questa sera tornando a Roma trovi già la fumata bianca. Sono particolarmente lieto di essere qui all'inizio del Conclave perché lo Spirito Santo abbia a soffiare forte e sia così eletto il Papa di cui ha bisogno la Chiesa di oggi e il mondo di oggi. Il nuovo papa prima di tutto dovrà cercare di rafforzare la fede in Dio in questo nostro mondo caratterizzato dal progresso tecnologico ma sotto l'aspetto spirituale abbiamo notato un po' un 'dimenticare Dio'." Quindi "c'è un bisogno di un risveglio".
Giovedì 08 maggio 2025 – Aggiornamento delle ore 10.30
Giovedì 08 maggio 2025 – Aggiornamento delle ore 08.00
L’attesa ritorna a crescere, dopo la prima votazione che ha avuto ieri sera esito negativo. In piazza San Pietro, già dalle prime luci dell’alba tantissimi fedeli stanno occupando ogni luogo per aspettare in silenzio l’esito del verdetto. Stamani i cardinali elettori si sono ritrovati nella Cappella Paolina per celebrare la Messa e le Lodi, in Sistina hanno recitato l’Ora media per procedere poi alle votazioni: oggi ne sono previste quattro: due la mattina, due il pomeriggio mentre le fumate saranno due. Una intorno alle 12 e una intorno alle 19. In caso di elezione del pontefice la fumata, in questo caso bianca, sarà anticipata di qualche ora.
Mercoledì 07 maggio 2025 – Aggiornamento delle ore 21.00
La prima votazione ha dato esito negativo, quindi la prima fumata nera è apparsa dal comignolo sul tetto della cappella Sistina. Il fumo è iniziato ad uscire alle 21.00, dunque 3 ore e 17 minuti dopo l’extra omnes. Domani i cardinali si ritroveranno nuovamente lì, per proseguire con la seconda votazione. La fumata è prevista per le 12.00 circa.
Mercoledì 07 maggio 2025 – Aggiornamento delle ore 20.00
Dopo l’inizio del Conclave, dal comignolo della Sistina si attende la prima fumata: in piazza San Pietro la folla urla “vogliamo il papa“.
Mercoledì 07 maggio 2025 – Aggiornamento delle ore 18.00
“Extra Omnes”. Con questa formula, che significa “tutti fuori”, monsignor Ravelli, maestro delle celebrazioni liturgiche, ha dato ufficialmente inizio al Conclave. I 133 cardinali elettori sono chiamati a votare per il nuovo Papa.
Mercoledì 07 maggio 2025 – Aggiornamento delle ore 17.15
Ogni cardinale giura sul Vangelo, il primo è ParolinCon la mano sul Vangelo ogni singolo cardinale elettore si prepara a prestare giuramento in vista delle elezioni per il nuovo Papa. Una volta pronunciato il proprio nome, ogni porporato procede alla formula del giuramento. «Prometto, mi obbligo e giuro», dicono per poi mettere la mano sul Vangelo e continuare: «Così Dio mi aiuti e questi santi Evangeli che tocco con la mia mano».
Nella foto: il card. Pietro Parolin, nella cappella Sistina.
Il primo cardinale a giurare è stato Pietro Parolin.
Mercoledì 07 maggio 2025 – Aggiornamento delle ore 16.30
Si è ufficialmente aperto il Conclave: i cardinali, in processione dalla Cappella Paolina alla Cappella Sistina.
Processione dei Cardinali dalla Cappella Paolina alla Cappella Sistina e ingresso in Conclave.
Mercoledi 07 maggio 2025 – Aggiornamento delle ore 13.30
Il cardinale Giovanni Battista Re, durante lo scambio della pace in Basilica, ha dato la sua “benedizione” all’ex Segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, tra i maggiori favoriti al soglio di Pietro. È successo grazie ai microfoni aperti che hanno captato il commento del Decano del Collegio Cardinalizio, che ha così pubblicamente dichiarato il suo appoggio al candidato considerato in testa al toto-papa.
Mercoledi 07 maggio 2025 – Aggiornamento delle ore 13.00
La diretta, con gli ultimi aggiornamenti
Mercoledi 07 maggio 2025 – Aggiornamento delle ore 11.30
È terminata nella basilica di San Pietro la messa ‘pro eligendo romano pontifice’, la celebrazione presieduta dal cardinale decano Giovanni Battista Re, con la quale tradizionalmente si invoca lo Spirito Santo per il conclave che comincerà oggi pomeriggio.
Processione d’ingresso Card. Pietro ParolinCard. Pietro ParolinCard. Pietro Parolin Collegio Cardinalizio Collegio Cardinalizio Card. Pietro Parolin Nella foto: (da sinistra a destra) il card. Matteo Zuppi e il card. Pierbattista Pizzaballa
Mercoledi 07 maggio 2025 – Santa Messa per l’Elezione del Romano Pontefice delle ore 10.00
Prima che i Cardinali elettori entrino in Conclave, da cui usciranno soltanto dopo aver eletto il Papa, viene celebrata una Messa solenne nella Basilica Vaticana in Piazza San Pietro per invocare lo Spirito Santo affinché possa indicare la giusta scelta da fare durante le votazioni in Cappella Sistina. La Messa è celebrata dal cardinale decano Giovanni Battista Re e concelebrata da tutti i cardinali elettori che, alla conclusione del rito, proseguiranno in processione dalla cappella Paolina fino alla Sistina.
I cardinali elettori, in processione prima della Celebrazione della Messa “Pro Eligendo Romano Pontifice”
"Sia eletto il Papa di cui la Chiesa e l’umanità hanno bisogno in questo tornante della storia tanto difficile e complesso. Un atto umano per il quale si deve lasciar cadere ogni considerazione personale, e avere nella mente e nel cuore solo il Dio di Gesù Cristo e il bene della Chiesa e dell’umanità"
Un estratto dell’omelia del Cardinale Giovanni Battista Re, Decano del Collegio Cardinalizio
Mercoledì 07 maggio 2025 – Aggiornamento delle ore 07.00
Il cardinale Pietro Parolin, ex Segretario di Stato Vaticano, entra in Conclave da favorito nonostante sia al centro di non poche polemiche, perde consensi il filippino Tagle mentre per il patriarca di Gerusalemme Pizzaballa accresce la probabilità che possa occupare il soglio di San Pietro. Crescono anche le chance per l’arcivescovo di Marsiglia, Aveline. Alleanze inaspettate potrebbero ribaltare i pronostici. Dietro le quinte altri candidati come David e Prevost giocano le loro carte.
Martedì 06 maggio 2025 – Aggiornamento delle ore 21.00
Per la delimitazione dell’area del Conclave, la sera precedente alla Santa Messa pro eligendo Pontifice, una Commissione, presieduta dal Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, S.E. Mons. Edgar Peña Parra – e composta tra gli altri dal Comandante della Guardia Svizzera Pontificia, il Col. Christoph Graf, e dal Vice Comandante del Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano, il Dr. Davide Giulietti, e membri della Direzione dei Servizi Tecnici del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano – ha provveduto a chiudere le entrate del Palazzo Apostolico, apponendo il sigillo con la scritta “Conclave” e “2025”.
Martedì 06 maggio 2025 – Aggiornamento delle ore 18.00
La dodicesima e ultima congregazione dei cardinali si è aperta questa mattina alle ore 9:00, come di consueto, con un momento di preghiera.Erano presenti 173 cardinali, tra cui 130 elettori. Durante l’incontro di questa mattina si è anche proceduto all’annullamento dell’Anello del Pescatore e del Sigillo di piombo.
Immagini (video) dell’Annullamento dell’Anello del Pescatore e del Sigillo di Piombo
Alla vigilia del conclave, è tutto pronto nella “stanza delle lacrime”, ovvero la sacrestia della Cappella Sistina, dove il nuovo pontefice indosserà i paramenti papali con i quali si presenterà in pubblico – per la prima volta – dalla Loggia delle Benedizioni della Basilica di San Pietro. Il nome della stanza deriva dalla consuetudine che il Pontefice si commuova e in scoppi in lacrime per il peso della responsabilità del ruolo che è chiamato a svolgere. Tradizionalmente, nella sacrestia sono presenti paramenti papali di tre diverse misure che possono approssimativamente adattarsi alla taglia del nuovo Eletto. Dopo la preghiera per il nuovo pontefice, e l’ossequio dei cardinali, verrà intonato il “Te Deum” che segna la fine del conclave.
La diretta, con all’interno il video della cappella Sistina e della Stanza delle Lacrime.
Martedì 06 maggio 2025 – Aggiornamento delle ore 14.00
Lunedi 05 maggio 2025 – Giuramento dei partecipanti al Conclave
Immagini (video) del Giuramento dei partecipanti al Conclave
Lunedì 5 maggio 2025, alle ore 15.00, nella Cappella Paolina, Prima Loggia del Palazzo Apostolico Vaticano, si è svolto il giuramento degli officiali e addetti al Conclave.Tutti coloro che saranno addetti al prossimo Conclave, sia ecclesiastici che laici, approvati dal Cardinale Camerlengo e dai tre Cardinali Assistenti, a norma della Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis n. 48, hanno prestato e sottoscritto il giuramento prescritto. In base ai nn. 46-47 della medesima Costituzione si sono trovati per le ore 17.00 nella Cappella Paolina:
il Segretario del Collegio Cardinalizio;
il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie;
i Cerimonieri Pontifici;
l’ecclesiastico scelto dal Cardinale che presiede il Conclave perché lo assista nel proprio ufficio;
i religiosi addetti alla Sagrestia Pontificia;
i religiosi di varie lingue per le confessioni;
i medici e gli infermieri;- gli addetti agli ascensori del Palazzo Apostolico;
il personale addetto ai servizi della mensa e delle pulizie;
il personale della Floreria e dei Servizi tecnici;- gli addetti al trasporto degli Elettori dalla Domus Sanctæ Marthæ al Palazzo Apostolico;
il Colonnello e un Maggiore del Corpo della Guardia Svizzera Pontificia, addetti alla sorveglianza vicino alla Cappella Sistina;
il Direttore dei Servizi di Sicurezza e della Protezione Civile dello S.C.V. con alcuni suoi collaboratori.
Essi, dopo essere stati istruiti sul significato del giuramento, hanno pronunciato e sottoscritto personalmente la formula prevista, davanti a Sua Em.za il Card. Kevin Joseph Farrell, Camerlengo di Santa Romana Chiesa, essendo testimoni due Protonotari Apostolici di Numero Partecipanti.
Conclave, ecco come si elegge il Papa
Dal voto dei cardinali elettori al conteggio delle schede che vengono poi bruciate in una stufa in ghisa del 1939, tutti i dettagli di ciò che avviene nella Cappella Sistina.
I 133 cardinali elettori chiamati a scegliere il 267.mo Romano Pontefice, nella Cappella Sistina, avranno tra le mani una scheda di forma rettangolare con questa scritta nella metà superiore e “il posto per scrivere il nome dell’eletto” nella metà inferiore, “fatta in modo da poter essere piegata in due”. È tutto meticolosamente descritto dalla Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis.
La distribuzione delle schede
Le schede (almeno due o tre a ciascun cardinale elettore) sono preparate e distribuite dai cerimonieri, poi l’ultimo cardinale diacono estrae a sorte, fra tutti i cardinali elettori, tre scrutatori, tre incaricati a raccogliere i voti degli infermi (infirmarii) e tre revisori. Se vengono sorteggiati i nomi di cardinali elettori che, per infermità o altro motivo, non possono svolgere tali mansioni, al loro posto vengano estratti i nomi di altri porporati. È questa la fase del pre-scrutinio. Ma prima che gli elettori comincino a scrivere nelle schede, il segretario del Collegio dei cardinali, il maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie e i cerimonieri devono uscire dalla Cappella Sistina. A quel punto l’ultimo cardinale diacono chiude la porta, aprendola e richiudendola tutte le volte che sarà necessario, come ad esempio quando gli infirmarii escono per raccogliere i voti degli infermi per fare, poi, ritorno in Cappella.
Nella foto: la “Stanza delle Lacrime” dove avviene la vestizione del Papa
Il voto
Ciascun cardinale elettore, in ordine di precedenza, dopo avere messo per iscritto la propria preferenza, piegata la scheda, la tiene sollevata in modo che sia visibile e la porta all’altare sul quale è posto un recipiente coperto da un piatto. “Chiamo a testimone Cristo Signore, il quale mi giudicherà, che il mio voto è dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto”. Questa la formula pronunciata ad alta voce da ogni cardinale che depone la propria scheda nel piatto e con questo la introduce nel recipiente. Al termine ciascun porporato fa un inchino all’altare e torna al suo posto. I cardinali elettori presenti nella Cappella Sistina che non possono recarsi all’altare perché infermi, hanno l’ausilio dell’ultimo degli scrutatori che si avvicina loro: pronunciato il giuramento consegnano la scheda piegata allo scrutatore che la porta ben visibile all’altare e, senza pronunciare il giuramento, la depone sul piatto e con questo la introduce nel recipiente.
Nella foto: la Cappella Sistina, dove si svolge l’elezione del Papa
Come votano i cardinali infermi
Se ci sono cardinali elettori infermi nelle loro stanze, i tre infirmarii vi si recano con un congruo numero di schede su un piccolo vassoio e una cassetta consegnata dagli scrutatori. Tale cassetta – previamente aperta pubblicamente dagli scrutatori, in modo che gli altri elettori possano costatare che è vuota, e poi chiusa con una chiave deposta sull’altare – ha nella parte superiore un foro dal quale può essere inserita una scheda piegata. Non appena gli infermi votano – con le stesse modalità degli altri cardinali – gli infirmarii riportano nella Cappella Sistina la cassetta, che viene aperta dagli scrutatori dopo che i cardinali presenti avranno depositato il loro voto. Contate le schede che si trovano nella cassetta, gli scrutatori, accertato sono tante quanto degli infermi, le pongono una ad una sul piatto e con questo le introducano tutte insieme nel recipiente.
Lo scrutinio
Dopo che tutti i cardinali elettori avranno deposto la loro scheda nell’urna col piatto, il primo scrutatore agita l’urna più volte per mescolare le schede, poi, l’ultimo scrutatore procede al loro conteggio prendendole in maniera visibile una ad una dall’urna e riponendole in un altro recipiente vuoto. Se il numero delle schede non corrisponde al numero degli elettori, bisogna bruciarle tutte e procedere subito ad una seconda votazione, se corrisponde segue lo spoglio. I tre scrutatori siedono ad un tavolo posto davanti all’altare: il primo prende una scheda, la apre, osserva il nome dell’eletto e la passa al secondo che, accertato il nome dell’eletto, la passa al terzo, il quale la legge a voce alta – in modo che tutti gli elettori presenti possano segnare il voto su un apposito foglio – e annota il nome letto. Se nello spoglio gli scrutatori trovano due schede piegate in modo da sembrare compilate da un solo elettore, se queste portano lo stesso nome vanno conteggiate per un solo voto, se invece portano due nomi diversi, nessuno dei due voti è valido; ma in nessuno dei due casi viene annullata la votazione. Concluso lo spoglio delle schede, gli scrutatori fanno la somma dei voti ottenuti dai vari nomi, e li annotano su un foglio a parte. L’ultimo degli scrutatori, legge man mano le schede, le perfora con un ago nel punto in cui si trova la parola Eligo, e le inserisce in un filo, perché possano essere più sicuramente conservate. Terminate le schede, i capi del filo vengono legati con un nodo, e le schede così unite tutte insieme vengono poste in un recipiente o ad un lato della mensa. A questo punto si procede con il conteggio dei voti e al loro controllo.
Nella foto: le stufe dove vengono bruciate le schede e le sostanze chimiche che danno colorazione alla fumata
Il quorum necessario
Per l’elezione del Romano Pontefice occorrono almeno i 2/3 dei voti. Nel caso specifico del Conclave che inizierà mercoledì 7 maggio serviranno 89 voti per eleggere il Papa, essendo il numero dei porporati elettori di 133. Sia che il Papa venga eletto o meno, i revisori devono procedere al controllo delle schede e delle annotazioni fatte dagli scrutatori, per accertare che questi abbiano eseguito esattamente e fedelmente il loro compito. Subito dopo la revisione, prima che i cardinali elettori lascino la Cappella Sistina, tutte le schede vengono bruciate all’interno di una stufa in ghisa, usata per la prima volta durante il Conclave del 1939. Provvedono gli scrutatori, con l’aiuto del segretario del Collegio e dei cerimonieri, chiamati nel frattempo dall’ultimo cardinale diacono. Una seconda stufa, del 2005, collegata, serve per le sostanze chimiche che devono dare il colore al fumo provocato dalle schede bruciate che uscirà dal comignolo posto sul tetto della Sistina: nero in caso di non elezione e bianco nel caso di elezione. Quando si procede ad una seconda votazione, le schede della prima votazione saranno bruciate solo alla fine, insieme a quelle della seconda votazione.
Nella foto: l’allestimento del comignolo collegato alle stufe nella Cappella Sistina
Le votazioni
Le votazioni vengono fatte ogni giorno, due al mattino e due al pomeriggio. Se i cardinali elettori avessero difficoltà nell’accordarsi sulla persona da eleggere, dopo tre giorni senza esito, gli scrutini vengono sospesi al massimo per un giorno, per una pausa di preghiera, di libero colloquio tra i votanti e di una breve esortazione spirituale, fatta dal cardinale primo dell’ordine dei diaconi. Quindi riprendono le votazioni. Dopo sette scrutini, se non è avvenuta l’elezione, si fa un’altra pausa di preghiera, di colloquio e di esortazione, tenuta dal cardinale primo dell’ordine dei presbiteri. Si procede poi ad un’altra eventuale serie di sette scrutini, e se non si raggiunge l’esito è prevista una nuova pausa di preghiera, di colloquio e di esortazione, tenuta dal cardinale primo dell’ordine dei vescovi. Quindi riprendono le votazioni, al massimo sette. Se non c’è elezione, viene dedicato un giorno alla preghiera, alla riflessione e al dialogo e nelle successive votazioni, i cardinali dovranno scegliere fra i due nomi che nel precedente scrutinio avevano ottenuto il maggior numero di voti. Anche in questi scrutini è richiesta la maggioranza qualificata di almeno due terzi di suffragi dei cardinali presenti e votanti, ma in tali tornate, i due cardinali sui quali viene richiesto il voto, non possono votare.
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