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Consenso esplicito nei rapporti sessuali: una proposta di civiltà, non di burocrazia

ROMA – “Il sesso senza consenso esplicito è stupro.” Con queste parole, Laura Boldrini ha rilanciato sui social la proposta di legge sul consenso nei rapporti sessuali, definendola un principio di civiltà già adottato da numerosi paesi europei. L’ultima in ordine di tempo è la Norvegia, che ha introdotto la norma pochi giorni fa.

La proposta, secondo quanto chiarito dalla deputata, non prevede alcuna formalizzazione burocratica né “moduli” o “carte bollate”, come invece sostenuto da alcune testate critiche. “Ridicolizzarla attraverso la disinformazione è un’offesa a tutte le donne che hanno subito violenza e non hanno avuto giustizia perché paralizzate dalla paura,” ha scritto Boldrini, sottolineando come la reazione bloccata di una vittima non possa essere interpretata come consenso.

La paralisi, ha ricordato, può derivare anche dall’uso di sostanze stupefacenti somministrate a scopo criminale, come la cosiddetta “droga dello stupro”, sempre più presente nelle cronache giudiziarie.

La proposta di legge mira a colmare un vuoto normativo e culturale, riconoscendo che il consenso deve essere chiaro, libero ed esplicito. “Non si tratta di modificare solo il codice penale,” ha aggiunto Boldrini, “ma di affermare un principio che tutela la dignità e l’integrità delle persone, soprattutto delle donne.”