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Corleone: L’addio a Lucia e Giuseppina diventa un simbolo di coesione e di vicinanza, un segno che il dolore può essere condiviso e che la memoria resta viva nel cuore di tutti.

Si sono svolti oggi a Corleone i funerali di Lucia e Giuseppina, due giovani vite spezzate che hanno lasciato un’intera comunità nel dolore. La città si è fermata per rendere omaggio, stringendosi attorno alle famiglie e scegliendo il silenzio come segno di rispetto e di riflessione.
La cerimonia, partecipata e intensa, ha visto la presenza di centinaia di cittadini, istituzioni e associazioni. Le campane hanno accompagnato un corteo sobrio e composto, mentre i volti dei presenti raccontavano la commozione e la vicinanza di un paese intero.

Alla richiesta della famiglia di discrezione e raccoglimento, la comunità ha risposto con una presenza silenziosa ma significativa.
Le autorità locali hanno sottolineato l’importanza di trasformare il dolore in memoria e responsabilità collettiva, durante la celebrazione è emerso un invito chiaro: “Scegliamo il silenzio”, un silenzio che non è assenza ma gesto di rispetto, di solidarietà e di riflessione su quanto accaduto.
Corleone, città dalla forte identità, ha dimostrato ancora una volta la capacità di unirsi nei momenti più difficili. L’addio a Lucia e Giuseppina diventa così un simbolo di coesione e di vicinanza, un segno che il dolore può essere condiviso e che la memoria resta viva nel cuore di tutti.

Il tema centrale dell’omelia del Vescovo di Monreale, Mons Gualtiero Isacchi: “Il giorno del Signore è vicino, egli viene a salvarci”, versetto proposto come preghiera e annuncio di speranza.

  • L’arcivescovo ha sottolineato che l’uomo, senza la grazia di Dio, rischia di cadere nel non senso e nella disperazione, diventando capace solo di violenza ed egoismo. Da qui l’invocazione: “Signore vieni a salvarci”.
  • Ha espresso vicinanza ai familiari di Lucia e Giusi, ricordando il dolore e lo sconcerto della comunità corleonese di fronte a un gesto inatteso e drammatico.
  • Ha descritto Giusi come una “piccola di Gesù”, dolce e sensibile, e Lucia come una madre premurosa e inserita nella vita comunitaria.
  • Ha invitato a scegliere la via del silenzio e della preghiera, sospendendo ogni giudizio, perché solo la Parola di Dio può dare senso anche alla morte più drammatica.
  • Citando il Vangelo di Matteo (“che neanche uno di questi piccoli si perda”), ha ribadito la volontà di Dio di cercare e salvare ogni persona, come il pastore che non abbandona la pecora smarrita.
  • Ha richiamato il significato del Natale: Dio non chiede di essere onorato, ma accolto, e invita ciascuno a rendersi reperibile al suo amore.
  • Ha affermato con certezza che Lucia e Giusi sono state ritrovate da Dio Padre, accolte nella comunione dei santi insieme al marito e padre Salvatore.
    In conclusione: un invito a lasciarsi consolare dall’annuncio di misericordia e pace, affidando le due sorelle al Padre misericordioso e pregando per i familiari e la comunità.