Crudeltà senza perdono: il grido di Palermo per Fortuna, la cucciola gettata dal cavalcavia

𝑫𝒊 𝑴. 𝑪𝒖𝒄𝒄𝒉𝒊𝒂𝒓𝒂 ✍️
Fortuna, una cucciola di husky di appena nove mesi, è sopravvissuta a un volo di venti metri, scaraventata giù da un cavalcavia della Palermo-Sciacca come fosse un oggetto senza valore.
Il suo corpo ha incontrato i rovi, che hanno attutito l’impatto, e i soccorritori della Protezione civile e dei vigili del fuoco hanno compiuto il resto del miracolo.
Ma la vera ferita resta incisa nella coscienza collettiva: quale mano, consapevolmente, ha potuto compiere un atto tanto vile?
L’indignazione corre veloce.
Le associazioni animaliste si sono mobilitate, e l’AIDAA – Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente – ha rotto il silenzio con parole nette: «Non un folle, ma un criminale senza scrupoli».
Perché non c’è follia in un gesto simile, c’è solo crudeltà. Per questo l’associazione ha promesso una ricompensa di 1.000 euro a chi, con denuncia formale, aiuterà a consegnare il responsabile alla giustizia.
Una sfida aperta, un appello alla città intera: non si può ripetere la vergogna di Aron, il cane ucciso e mai vendicato nelle aule di tribunale.
Dal Comune, l’assessore Ferrandelli ha fatto eco alla voce della città, condannando l’accaduto e chiedendo la collaborazione dei cittadini.
Le indagini sono in corso, si cercano telecamere e testimonianze, ogni frammento utile per smascherare chi ha osato trasformare l’innocenza in vittima.
E mentre Fortuna combatte per guarire, Palermo si guarda allo specchio. La sua immagine, oggi, non dipende soltanto da chi ha compiuto il gesto, ma da come la comunità reagirà.
Perché c’è un limite che non può essere superato, e quando viene violato non bastano le lacrime: servono verità, giustizia e memoria.
Fortuna è viva, e questa città non può tradire il suo nome.

Direttore Responsabile
