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Delitto Vaccaro, concessi i domiciliari ai fratelli Failla. In giornata l’autopsia sul cadavere della vittima

Ai fratelli Leonardo e Antonino Failla, coinvolti nella rissa che ha provocato la morte del fruttivendolo partinicese, Gioacchino Vaccaro, dopo l’interrogatorio di ieri davanti al Gip Marco Petrigni, al quale hanno raccontato la loro versione dei fatti, sono stati concessi gli arresti domiciliari.
Sembrerebbe lo stesso epilogo di appena un anno fa, quando lo stesso Gip concesse ad Andrea Cangemi, autore della morte del giovane Francesco Bacchi, i domiciliari trattandosi di omicidio preterintenzionale.
Analoga la vicenda dei fratelli Failla, che durante l’interrogatorio di garanzia, avevano raccontato di essere stati aggrediti dal figlio 17enne di Vaccaro e di essersi difesi. “I miei assistiti hanno raccontato quanto successo, racconto che è speculare alle immagini estrapolate dalla polizia dalle telecamere di videosorveglianza che hanno ripreso il momento della rissa – afferma il legale dei fratelli Failla, Antonio Maltese – Immagini che forniscono una visione dei fatti leggermente diversa, quantomeno sulla causa della lite, rimane il dispiacere per quanto successo e rinnovo le mie condoglianze alla famiglia Vaccaro”.

Nelle prossime ore, presso l’istituto di Medicina Legale del Policlinico Universitario “Paolo Giaccone” di Palermo, verrà effettuata l’autopsia sul corpo di Vaccaro prima che possa essere restituito alla famiglia per le esequie funebri. L’esito dell’esame autoptico dovrà accertare la reale motivazione del decesso e relative responsabilità dei fratelli Failla.

La ricostruzione delle telecamere di videosorveglianza

Nella foto: via Frosinone, il luogo della rissa

Una telecamera di videosorveglianza ha filmato la scena di via Frosinone. Poco dopo le 15.30 l’auto guidata dalla signora Benedetta D’Amico, moglie della vittima, stava percorrendo la strada che costeggia il centro cittadino. In macchina c’erano anche il marito ed il figlio diciassettenne. Vengono affiancati da una macchina. Al volante c’è uno dei fratelli Leonardo e Antonino Failla, di 43 e 30 anni, che stavano andando dai genitori in campagna. I parenti della vittima dicono che avrebbe iniziato a suonare ripetutamente, chiedendo che i Vaccaro si facessero da parte. Procedevano troppo lentamente. Dalla macchina dei Vaccaro probabilmente qualcuno deve avere detto qualcosa che scatena la reazione dei Failla. Nel frattempo, infatti, è sopraggiunto anche l’altro fratello. Entrambi sono in auto con la famiglia. Volano parole grosse, poi calci e pugni. Le donne cercano di separarli. I Vaccaro padre e figlio sono tramortiti ma tornano a casa. Abitano in via Biella, vicino alla strada dell’aggressione, il fruttivendolo sta male, ha dolori al petto e alla testa, il cognato lo convince ad andare al Pronto Soccorso dell’ospedale “Civico” di Partinico, dove giunge un’ora dopo.