Etna, l’attività eruttiva prosegue tra Voragine e Valle del Bove: riapre l’aeroporto di Catania

Non si placa la fase eruttiva sul Monte Etna. Il vulcano attivo più alto d’Europa continua a dare spettacolo ed energia nella sua zona sommitale, con al centro dell’attività il cratere Voragine, interessato da continue esplosioni. Il braccio di ferro tra il gigante di pietra e la routine dell’isola si manifesta anche attraverso l’emissione di colate laviche che fuoriescono da tre distinte bocche, apertesi a seguito di alcune fratture strutturali attorno a quota 2.750 metri. I flussi di magma si stanno riversando nelle desertiche ed ampie conche della Valle del Bove e della Valle del Leone, senza al momento minacciare i centri abitati.
Dal punto di vista geofisico, il tremore vulcanico continua a mantenersi su parametri elevati, pur facendo registrare modeste oscillazioni che sono costantemente monitorate dagli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) dell’osservatorio etneo.
Tornano i voli allo scalo di Fontanarossa
La notizia più attesa sul fronte dei trasporti riguarda la netta diminuzione dell’emissione di cenere lavica. La riduzione delle nubi piroclastiche ha consentito, già dalla giornata di ieri, il ripristino delle operazioni d’atterraggio all’aeroporto Vincenzo Bellini di Catania. I flussi aerei, sia in arrivo che in partenza, sono proseguiti senza sosta per tutta la notte.
Sebbene si registrino ancora strascichi di disagio per i passeggeri legati ai ritardi, alle cancellazioni o ai dirottamenti accumulati nelle ore critiche, lo scalo etneo si avvia gradualmente verso un pieno ritorno alla normalità.
Stato di allerta per la navigazione aerea
Nessun calo d’attenzione, tuttavia, per quanto riguarda la sicurezza dei cieli. L’INGV di Catania mantiene confermato il livello di allerta arancione per l’aviazione attraverso il bollettino Vona (Volcano Observatory Notice for Aviation). La situazione resta in costante evoluzione: i tecnici e i vulcanologi proseguono il monitoraggio h24 dei parametri sismici e deformativi del suolo per cogliere tempestivamente qualsiasi variazione dell’attività eruttiva.

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