Falsi invalidi, arrestato l’assessore partinicese Nuccio Genova: “Da 40 anni falsifico verbali, la finanza non mi fotterà mai”

L’operazione “Vediamoci chiaro”, condotta dagli uomini della Guardia di Finanza, questa mattina si è conclusa con l’arresto di ben sei persone finite ai domiciliari e con oltre 911 mila euro sotto sequestro. L’inchiesta della Procura di Palermo apre una voragine nel mondo della sanità pubblica. Le fiamme gialle del Comando provinciale di Palermo hanno scoperto un presunto giro di corruzione per ottenere pensioni, assegni di accompagnamento e agevolazioni previste dalla legge 104, scoprendo finti ciechi e falsi invalidi. Centinaia i casi sospetti a cui è stato dato il via libera negli uffici di via Gaetano La Loggia a Palermo. Tra i sei finiti agli arresti domiciliari per presunta corruzione e falso in atto pubblico, spicca il nome di Agostino “Nuccio” Genova (nella foto), coordinatore dell’Ufficio Invalidi Civili, ciechi e sordomuti dell’ASP di Palermo, Presidente della I Commissione Invalidi Civili e della Commissione Ciechi Civili nonché assessore ai servizi demografici del Comune di Partinico dal dicembre 2022. La notizia, giunta al quartier generale della Dc Nuova, partito a cui era iscritto l’assessore partinicese, è un fulmine a ciel sereno per il coordinatore nazionale Totò Cuffaro che sospende Genova con effetto immediato dal partito e si riserva, se i fatti dovessero essere confermati, di procedere alla sua espulsione. Nel frattempo in redazione arrivano le prime intercettazioni pubblicate dalla Guardia di Finanza, subito dopo gli arresti di questa mattina. Un’indagine molto accurata che è stata condotta anche con l’ausilio delle microspie della finanza che hanno captato quella che viene definita una “confessione”. Di soldi ne giravano parecchi. C’era la fila per ricevere i servigi del medico Agostino Genova, il quale, dopo oltre 40 anni, rivendicava il suo imbattibile primato. Nell’aprile del 2022 negli uffici dell’Asp di via Gaetano La loggia si presentò un imprenditore del settore di preziosi. Agostino Genova lo stava aiutando per far si che l’Asp riconoscesse l’invalidità alla madre. Sono in confidenza visto che il medico gli spiegava di volere investire “almeno 100.000… si devono muovere… cinquanta” in lingotti d’oro. Voleva mettere i soldi al riparo e “la finanza te la può sucare… nel senso tu prendi i soldi… la finanza ti può venire a dire ma lei come fa a comprare? Te lo può venire a chiedere?”. Dopo l’arresto i finanzieri hanno fatto un blitz a casa di Genova e presto si saprà cosa hanno trovato nella sua abitazione. Nel frattempo si indaga sul tenore di vita di Genova, che girava con Porsche, Lamborghini e vestiti di lusso, anche durante le riunioni di giunta a Partinico. “Sono 35.000 gli ho detto a metà perché il dottore ne vuole la metà… sono bei soldi”, diceva Pietra Di Fiore, fidata collaboratrice di un Caf a San Giuseppe Jato parlando di un “cliente”. Secondo l’accordo stipulato tra il medico partinicese e l’interessato, dopo aver ottenuto il via libera della pratica la persona che aveva chiesto il favore avrebbe consegnato una parte dei soldi a Genova. Inoltre, da quanto si apprende dalle intercettazioni, il medico avrebbe manomesso il sistema informatico: “Ora me la inserisco nella commissione di oggi come se fosse assente la metto oggi l’agganciamo… non mi dare più pratica quando riprende il sistema poi me lo dici”. Oltre 20 a settimana: era questa la media delle pratiche che venivano esaminate da Genova e dai suoi fiduciari, molte delle quali saranno accuratamente valutate dalla magistratura. “L’accompagnamento è per tutta la vita”, diceva Di Fiore rassicurando una falsa invalida. E aggiungeva: “Vedi che il dottore te lo fa togliere l’accompagnamento”. Erano, infatti, i giorni della campagna elettorale per le amministrative di Palermo, una fase molto attenzionata “dopodiché si tornerà alla normalità”, diceva Genova. E nel frattempo dal virus Trojan, piazzato nel cellulare di Genova, si ascoltavano le sue indicazioni in merito alla pratica: “Metti retinopatia proliferante… lì un sacco di piccioli, lo sai quanto gli danno?”. In realtà la falsa invalida, dichiarata cieca dallo stesso Genova nel verbale, per poter percepire la pensione di invalidità, svolgeva quotidianamente le faccende domestiche. E come lei, molti altri: muti che parlavano, sordi che udivano, ciechi che rinnovavano periodicamente anche la patente di guida e docenti che, grazie ai benefici della legge 104 riconosciuta ai congiunti e ottenuta grazie alle intercesioni di Genova, riuscivano ad evitare sedi di servizio lontane e scomode del nord Italia a discapito di altri dipendenti del mondo della scuola. Ma la “confessione” captata dalle microspie non lascia ombra di dubbio. “Ma che vuoi dalla mia vita, io mi devo cautelare pure capisci perché oggi fottono te, fottono tizio e fottono l’altro”, diceva Genova. Di Fiore rispondeva: “… ma vedi che dal 2004 ancora non mi hanno fottuto”. Ed è ora che Genova rivendicava il suo imbattibile primato: “… forse non hai capito a me mai mi hanno fottuto è dal 1990… io ho fatto 40 anni che faccio… che ammuogghio (falsifico ndr) centomila verbali non mi hanno fottuto mai”. E’ arrivata la decisione del primo cittadino di Partinico, Pietro Rao, che ha revocato le deleghe assessoriali a Genova e al contempo vengono assegnate momentaneamente al vicesindaco Tea Speciale. Intanto l’azienda sanitaria palermitana si discosta dall’operato del dottore Genova, dal 31 dicembre scorso in pensione, e afferma in una nota stampa che si costituirà parte civile al processo.

Giunge, inoltre, la dichiarazione del Commissario Straordinario dell’Asp di Palermo, Daniela Faraoni, la quale afferma: “Siamo indignati e disgustati a leggere il contenuto delle intercettazioni pubblicate dai giornali, ma soprattutto siamo indignati da quanto emerso dall’inchiesta. Ci costituiremo in tutte le sedi a tutela dell’immagine e dell’onorabilità dell’azienda”.
Giornalista pubblicista
