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Gaza, carestia ufficiale: mezzo milione di persone senza cibo, i bambini muoiono di fame

La Striscia di Gaza precipita nell’incubo della carestia. Per la prima volta la condizione è stata dichiarata ufficialmente: oltre 500.000 persone vivono in uno stato di fame estrema, mentre l’intera popolazione — più di due milioni di abitanti — è classificata in emergenza alimentare.

La definizione di carestia non è retorica ma tecnica: significa che almeno il 20% delle famiglie non ha accesso al cibo, che almeno il 30% dei bambini soffre di malnutrizione acuta e che ogni giorno muoiono di fame due adulti o quattro bambini ogni 10.000 persone. Numeri che a Gaza si traducono in un dato agghiacciante: oltre 12.000 minori già registrati in condizioni di malnutrizione acuta.

Le cause sono evidenti: il blocco totale dei rifornimenti, i bombardamenti che hanno distrutto campi agricoli, magazzini e strutture per la trasformazione alimentare, e la paralisi dei corridoi umanitari. Gli aiuti internazionali che riescono a entrare sono minimi, insufficienti a coprire anche solo una frazione del fabbisogno.

Le organizzazioni umanitarie parlano di una “sconfitta dell’umanità”, ma le reazioni politiche restano contraddittorie. Israele respinge le accuse definendole propaganda, mentre la comunità internazionale si limita a esprimere preoccupazione senza trasformare le parole in azioni concrete.

Intanto negli ospedali della Striscia i medici combattono contro l’impossibile: neonati con ossa sporgenti, bambini che non riescono più a camminare, madri che non hanno latte da allattare. Scene che non appartengono a un passato lontano, ma a questo agosto 2025.

La fame è diventata un’arma di guerra. E mentre il mondo discute, Gaza muore di silenzio e di pane che non c’è.