Gaza, una famiglia cancellata in un istante: la strage che grida vendetta
Non c’è più nemmeno il tempo di piangere. A Mawasi al-Qarara, nel sud della Striscia di Gaza, un raid israeliano ha spazzato via un’intera famiglia: padre, madre e tre bambini, uccisi tutti insieme dentro la loro casa. Corpi estratti dalle macerie, piccoli indumenti intrisi di polvere e sangue, grida strozzate che non troveranno risposta.

È questo il volto della guerra: non difesa, non sicurezza, ma sterminio pianificato. La vita di una famiglia ridotta a “danno collaterale”, come se i volti, i nomi, le voci di quei bambini non avessero mai avuto diritto di esistere.
Chi parla ancora di “errori” dovrebbe guardare le fotografie di questa strage. Non c’è errore quando un missile colpisce un’abitazione civile, quando a morire sono solo i più indifesi. È una scelta. E quella scelta è ripetuta ogni giorno, con una determinazione che non lascia spazio a dubbi.
La comunità internazionale continua a voltarsi dall’altra parte, incapace di fermare l’orrore. Intanto Gaza si svuota della sua umanità, trasformata in un cimitero a cielo aperto, dove ogni nome che si aggiunge alla lista delle vittime pesa come un atto di accusa contro chi ha deciso che il sangue dei civili può scorrere impunemente.
Oggi i morti hanno il volto di tre bambini. Domani, se il silenzio continuerà, avranno quello di altri. E allora la responsabilità non sarà solo di chi lancia i missili, ma anche di chi resta a guardare.

Maria Cucchiara – Docente di filosofia e storia, scrittrice e collaboratrice di Radio Amica. Appassionata di cultura, attualità e impegno sociale, racconta la realtà con sensibilità e sguardo critico, unendo attenzione al territorio e apertura internazionale.
