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GdF Palermo: perquisizioni presso 11 punti vendita di Partinico, Carini, Alcamo e Castellammare del Golfo. Le indagini condotte dalla Compagnia di Partinico, hanno portato all’arresto di un imprenditore per sfruttamento di decine di dipendenti

I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, su delega della locale Procura della Repubblica, hanno datoesecuzione a un’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale del capoluogo, con cui sono stati disposti gli arresti domiciliari nei confronti di un noto imprenditore (C.G. 49 anni), indagato per aver sottoposto propri dipendenti a condizioni disfruttamento.

Nei suoi confronti è stato anche disposto il sequestro – in via diretta e/o per equivalente – di circa 100mila €, profitto del reato.

All’imprenditore, grazie alle indagini dei finanzieri, sono risultate riconducibili n. 2 società – oltre a quella da lui formalmente amministrata

  • con 11 punti vendita attivi nel commercio di vari prodotti, dal vestiario ad articoli dielettronica, dislocati tra Carini, Partinico, Alcamo e Castellammare del Golfo.

Le investigazioni, condotte dai militari della Compagnia di Partinico, hanno fatto luce su di un vero e propriosistema di abusi che sarebbe stato perpetrato nei confronti di decine di dipendenti, consistente in pratiche e prassiaziendali contrarie alle norme di Legge vigenti, ovvero:

  • la corresponsione di retribuzioni in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali e comunquesproporzionate rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato, costringendo i lavoratori a espletare attività lavorativa “full time”, sebbene assunti formalmente con contratti “part-time” e retribuiti come tali;
  • violazione della normativa in materia di ferie e riposi che spesso non sono stati concessi.Il quadro complessivo così ottenuto è stato poi suffragato da meticolosi accertamenti patrimoniali che hannocertificato lo stato di bisogno di taluni dei dipendenti, costretti ad accettare tali vessazioni perché impossibilitati afare altrimenti in quanto privi dei mezzi di sostentamento necessari alla sopravvivenza propria e/o del proprionucleo familiare.

Le Fiamme Gialle avrebbero inoltre accertato il ricorso a metodi di sorveglianza degradanti messi in atto dal datore di lavoro nei confronti dei propri dipendenti.

Infatti, è risultato che questi utilizzasse gli strumenti di videosorveglianza in uso presso i negozi per controllare a distanza l’operato dei lavoratori e quindi redarguirli in caso di cali delle vendite o prolungati momenti di pausa.

Notificato l’avviso di garanzia anche a un secondo imprenditore, formalmente titolare di taluni degli 11 punti vendita, indagato per aver operato in concorso con il primo nelle anzidette condotte delittuose.

Sono state altresì deferite le 3 società per responsabilità amministrativa degli enti.

Per una di queste è scattata anche la misura dell’amministrazione giudiziaria della durata di 1 anno, così dapermettere la prosecuzione dell’attività d’impresa sotto il controllo di un Amministratore nominato dal Tribunaledi Palermo.

Al fine di meglio delineare le responsabilità dei soggetti colpiti dall’odierno provvedimento e acquisire ulteriorielementi utile alla definizione delle indagini sono state disposte dalla Procura di Palermo perquisizioni nelle province di Palermo e Trapani eseguite, contestualmente all’esecuzione della misura, a cura dei militari delGruppo di Palermo.