Gela, una necropoli greca diventa museo a cielo aperto in via Di Bartolo
GELA – Un nuovo museo a cielo aperto arricchisce il patrimonio culturale della città di Gela: nel cuore di via Di Bartolo è stata inaugurata oggi un’area archeologica che svela una necropoli greca di età arcaica, rinvenuta in modo del tutto fortuito durante i lavori per la posa della rete in fibra ottica realizzati da Open Fiber.
Un intervento infrastrutturale si è così trasformato in una preziosa occasione di valorizzazione storica e culturale, grazie alla collaborazione tra pubblico e privato. «Un ritrovamento straordinario – ha dichiarato Francesco Paolo Scarpinato, assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana – che ha trasformato un cantiere infrastrutturale in un’occasione unica di tutela e promozione del patrimonio storico della città. Un esempio virtuoso di come ricerca, innovazione e conservazione possano convivere e rafforzarsi reciprocamente».
Il tratto interessato è stato pedonalizzato e valorizzato attraverso l’installazione di una grande lastra di vetro calpestabile, che consente ai visitatori di osservare le antiche sepolture dall’alto, senza comprometterne l’integrità. Il progetto è stato interamente finanziato da Open Fiber e ha visto la direzione scientifica della Soprintendenza ai Beni Culturali di Caltanissetta.

Durante le attività di archeologia preventiva è emerso un tratto integro di necropoli del VI secolo a.C., composto da sedici sepolture, molte delle quali appartenenti a bambini. Tra le tipologie identificate, spiccano le tombe “a enchytrismós”, in cui i piccoli defunti venivano deposti all’interno di anfore. Nella tomba numero 10 è stata rinvenuta una trottola in ceramica, identica a quelle moderne: un oggetto toccante che, seppur all’apparenza ludico, simboleggia la brevità della vita.
Le sepolture includono un grande pithos, quattro tombe terragne, cinque a enchytrismós con anfore corinzie, due urne cinerarie e altri resti legati a pratiche di incinerazione. Le analisi osteologiche hanno permesso di identificare un adulto, due adolescenti, quattro neonati e un bambino di circa tre anni, suggerendo l’appartenenza del sito a un nucleo familiare o a un piccolo gruppo sociale.
«Ancora una volta – ha dichiarato la soprintendente Daniela Vullo – le attività di archeologia preventiva a Gela si sono rivelate fondamentali per la scoperta e la valorizzazione del nostro patrimonio. La musealizzazione della necropoli di via Di Bartolo segna un passo importante nella fruizione pubblica dei beni archeologici del territorio».
Il museo a cielo aperto rappresenta oggi un nuovo spazio culturale e identitario per Gela, che continua a riscoprire e condividere la propria storia millenaria con cittadini e visitatori.

Giornalista
