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Giardini Naxos, convalidato il fermo per tentato femminicidio: disposta la custodia cautelare in carcere

GIARDINI NAXOS (ME) – Il GIP del Tribunale di Messina ha convalidato il fermo eseguito nei giorni scorsi nei confronti di un uomo di 41 anni, e ha disposto la custodia cautelare in carcere per il reato di tentato femminicidio, commesso a Giardini Naxos nella notte tra il 21 e il 22 febbraio 2026 ai danni della ex convivente. La decisione è stata assunta «all’esito dell’udienza di convalida del fermo del Pubblico Ministero» .

La segnalazione dei genitori e l’intervento dei Carabinieri

Secondo quanto riportato nel comunicato, il provvedimento nasce da un intervento dei Carabinieri della Compagnia di Taormina, allertati dai genitori della vittima che avevano segnalato al 112 che la figlia «era stata violentemente percossa e segregata in casa dal suo ex convivente» . Gli investigatori hanno ricostruito un quadro di gravi indizi: l’uomo avrebbe trattenuto la donna nella sua abitazione per diverse ore, impedendole di allontanarsi e colpendola «con calci, pugni e morsi», arrivando a tentare di strangolarla e di «scaraventarla dalla tromba delle scale» .

Un’escalation iniziata mesi prima

Gli approfondimenti hanno evidenziato che, dal settembre 2025, l’indagato non avrebbe accettato la fine della relazione, dando luogo a «una serie di violenze fisiche e vessazioni psicologiche» culminate nell’aggressione della scorsa settimana .

I reati contestati

Oltre al tentato femminicidio – reato introdotto dalla legge n. 181 del 2 dicembre 2025 – all’uomo vengono contestati: atti persecutori (stalking); maltrattamenti; sequestro di persona; accesso abusivo a sistema informatico, poiché avrebbe sottratto il cellulare della vittima per accedere ai suoi dati personali.

Audizione protetta della vittima

La Procura sottolinea che l’audizione della donna è stata svolta dal Pubblico Ministero con l’assistenza di uno psicologo, «come previsto dalla legge di cui sopra», in attuazione del protocollo siglato il 19 dicembre 2025 tra Procura, Università di Messina, Ordine degli Psicologi, ASP e strutture ospedaliere cittadine .

La precisazione della Procura

Nel comunicato si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’indagato deve essere considerato presunto innocente fino a sentenza definitiva. La Procura evidenzia inoltre che il futuro giudizio, svolto nel contraddittorio tra le parti, «potrà concludersi anche con la prova dell’assenza di ogni forma di responsabilità» dell’indagato .