Hamas apre al piano Trump: sospesi gli attacchi IDF a Gaza, ma la Protezione civile denuncia nuovi raid

In una svolta diplomatica che potrebbe segnare l’inizio della fine del conflitto a Gaza, Hamas ha annunciato la propria apertura al piano di pace proposto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Secondo fonti israeliane e internazionali, da questa mattina l’IDF ha sospeso gli attacchi nella Striscia, concentrandosi esclusivamente su operazioni difensive.
Il movimento islamico ha dichiarato di essere pronto a liberare tutti gli ostaggi israeliani ancora detenuti, come previsto dal piano in 20 punti elaborato da Trump. Tuttavia, Hamas ha chiesto ulteriori negoziati e modifiche, tra cui garanzie sul ritiro completo delle forze israeliane, il disarmo e la possibilità di affidare la gestione di Gaza a un ente palestinese indipendente, sostenuto da paesi arabi e islamici.
Il governo israeliano ha accolto con cautela la dichiarazione di Hamas, annunciando l’intenzione di avviare la prima fase del piano, che prevede il rilascio degli ostaggi e una riduzione delle operazioni militari. Le truppe israeliane rimangono schierate, ma con ordini di condurre solo manovre difensive. Gaza City resta sotto assedio, ma la campagna offensiva è stata ridotta al minimo.
In un videomessaggio diffuso si social, il presidente Trump ha definito la giornata “speciale, forse senza precedenti”, ringraziando i paesi coinvolti nei negoziati, tra cui Qatar, Egitto, Turchia e Arabia Saudita. Ha ribadito il suo impegno per una pace duratura e ha invitato Israele a cessare immediatamente i bombardamenti.
Nonostante l’annuncio della sospensione, la Protezione civile di Gaza ha denunciato nuovi raid israeliani nelle prime ore del mattino. Secondo fonti locali, almeno 17 persone sarebbero rimaste uccise in attacchi avvenuti dopo l’appello di Trump. La Croce Rossa ha temporaneamente sospeso le operazioni a Gaza City, citando condizioni umanitarie insostenibili.
Le principali cancellerie europee hanno accolto con favore l’apertura di Hamas e l’iniziativa di Trump. Il premier britannico Keir Starmer ha parlato di “significativo passo avanti”, mentre il presidente francese Macron e il cancelliere tedesco Merz hanno sottolineato che “il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi sono a portata di mano”.
Il cammino verso la pace resta incerto, ma il dialogo sembra finalmente riaperto. Resta da vedere se le promesse si tradurranno in fatti concreti e se le parti coinvolte sapranno cogliere questa opportunità storica.

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