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Il treno delle lettere

Ogni notte, alla stessa ora, Anna trovava una lettera sul suo comodino. Non c’era rumore di passi, nessun battito di porte o finestre: solo quella busta color avorio, piegata con cura, sigillata da una grafia che non apparteneva al nostro tempo. Le lettere non avevano mittente, ma il contenuto era sempre lo stesso: poche righe d’amore, struggenti e precise, come se chi le scriveva conoscesse le pieghe più nascoste del suo cuore.

All’inizio pensò a uno scherzo. Poi capì che nessuno avrebbe potuto inventare quei dettagli: il profumo di lavanda che impregnava la carta, il ricordo di un sogno che lei stessa aveva fatto la notte precedente, descritto parola per parola. In quelle lettere si intrecciava una storia che sembrava appartenere a un’altra epoca, un amore interrotto troppo presto, sospeso nel tempo come un respiro trattenuto.

Una sera, mentre si addormentava con l’ultima lettera stretta al petto, sognò di trovarsi in una stazione che non aveva mai visto. Il tabellone non segnava orari, solo nomi: “Ricordi”, “Occasioni Perdute”, “Amori Incompiuti”. Un treno nero, con i vetri appannati e i vagoni d’argento, la attendeva sul binario. Salì senza esitare.

Dentro, i passeggeri erano silenziosi. Ognuno teneva tra le mani un oggetto: una fotografia sbiadita, un anello spezzato, un biglietto ingiallito. Anna teneva le sue lettere. Davanti a lei, un uomo sedeva immobile con un diario di pelle scura. Le sorrise come se l’avesse sempre conosciuta. Aprì il diario e lesse ad alta voce le stesse frasi che lei aveva trovato sui fogli ogni notte.

«Ti aspettavo» disse. «Queste lettere erano il filo che ci avrebbe ricondotti qui. Io sono l’amore che non hai mai vissuto, quello che apparteneva a un’altra vita. Il treno ci attraversa ogni notte, raccoglie anime che hanno lasciato cose incompiute. Oggi, tocca a noi.»

Anna si svegliò con il cuore in tumulto. Sul comodino, accanto alla nuova lettera, c’era un diario consunto, identico a quello che aveva visto nel sogno. Le pagine raccontavano di un amore proibito tra un giovane soldato e una donna che non aveva potuto scegliere. La grafia era la stessa delle lettere.

Da quella notte, Anna non smise più di salire su quel treno nei suoi sogni. Ogni volta ritrovava l’uomo del diario, e insieme continuavano a scrivere le pagine di una storia che nella vita reale non era mai stata possibile. Perché ci sono amori che il tempo separa, ma che i sogni non smettono di inseguire.