Incendio boschivo tra Taormina, Castelmola e Letojanni: arrestato 59enne per grave danno ambientale
I Carabinieri della Compagnia di Taormina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Messina su richiesta della locale Procura, nei confronti di un 59enne taorminese, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di un grave incendio boschivo avvenuto nel luglio 2023.
L’indagine, condotta dai militari dell’Arma sotto il coordinamento della Procura di Messina, ha fatto emergere gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato, accusato di aver dolosamente appiccato il fuoco in un’area collinare del comune di Taormina, con l’obiettivo di bruciare i terreni — non di sua proprietà — per favorirne la rigenerazione e adibirli a pascolo, traendone profitto illecito. Le fiamme si erano propagate rapidamente, interessando anche i comuni di Castelmola e Letojanni, danneggiando circa 234 ettari tra aree boschive e coltivazioni, e lambendo persino l’autostrada A18, che fu temporaneamente chiusa.
Secondo quanto accertato, l’uomo avrebbe persino avviato trattative con alcuni allevatori per “concedere” l’uso di quei terreni in cambio di denaro, nonostante non ne fosse il legittimo proprietario. Nel corso dell’incendio, il suo camion fu distrutto insieme a due fucili custoditi all’interno del mezzo, a causa del rapido mutamento dei venti che rese incontrollabile il rogo.
Il vasto incendio, che aveva richiesto un imponente intervento da parte del Corpo Forestale Regionale e dei Vigili del Fuoco, si inserisce in un contesto più ampio: nelle stesse giornate si erano verificati altri episodi incendiari nei comuni limitrofi, costringendo all’evacuazione di diverse abitazioni.
L’arrestato risulta già coinvolto in procedimenti penali, tra cui una recente misura cautelare eseguita il 13 marzo nell’ambito di un’operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina per estorsione aggravata dal fine di agevolare un’associazione mafiosa.
Si precisa che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che l’indagato deve considerarsi presunto innocente fino a sentenza definitiva, nel rispetto del principio di contraddittorio e del giusto processo.

Giornalista
