Inchiesta su fondi pubblici e presunta corruzione: notificati atti a un deputato ARS e ad altri quattro indagati
CALTANISSETTA – La Procura della Repubblica di Caltanissetta ha diffuso una nota ufficiale per garantire una corretta informazione su un’indagine che coinvolge figure istituzionali e rappresentanti di un’associazione privata. Il Procuratore ha premesso che, allo stato, vige nella sua massima estensione il principio di presunzione di innocenza, poiché l’unico provvedimento emesso dal G.I.P. è un decreto di sequestro preventivo.
Proprio per evitare equivoci o indebite associazioni mediatiche, la Procura ha ritenuto necessario indicare nominativamente gli indagati. All’esito delle indagini preliminari, è stata richiesta la misura cautelare degli arresti domiciliari per tutti, ad eccezione di Eugenio Bonaffini.
Questa mattina, personale della Squadra Mobile di Caltanissetta e dello S.C.O. di Roma ha notificato l’invito a comparire per interrogatorio al deputato dell’ARS Michele Mancuso, a Lorenzo Gaetano Tricoli e ai rappresentanti dell’associazione A.S.D. Genteemergente: Ernesto Trapanese, Manuela Trapanese e Carlo Rizioli.
Le contestazioni provvisorie
Nell’atto notificato sono stati formulati i seguenti addebiti, tutti da verificare in sede giudiziaria:
- A Michele Mancuso: presunta corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio (art. 319 c.p.).
- A Tricoli, Ernesto e Manuela Trapanese, Rizioli: presunta corruzione in qualità di corruttori (art. 321 c.p.).
- A Tricoli, Ernesto e Manuela Trapanese, Rizioli e Bonaffini: presunta truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640 bis c.p.).
Secondo l’ipotesi accusatoria, ancora da verificare, il deputato avrebbe ricevuto 12.000 euro, in tre diverse occasioni fino al 5 maggio 2025, per favorire l’associazione Genteemergente nell’ottenimento di 98.000 euro di fondi pubblici destinati alla realizzazione di spettacoli nella provincia di Caltanissetta, stanziati con legge regionale. Agli altri indagati è contestata anche una presunta truffa aggravata per circa 49.000 euro, somma che sarebbe stata dedotta mediante fatture di costi ritenuti fittizi, in danno della Regione Siciliana.
Sequestro preventivo e perquisizioni
Contestualmente, la Procura ha delegato la Polizia di Stato a eseguire il sequestro preventivo disposto dal G.I.P. per un totale di 69.496 euro, ritenuti provento illecito delle condotte contestate. Sono state inoltre eseguite diverse perquisizioni, tra cui quella presso l’ufficio del deputato, con esclusione delle sedi del partito di appartenenza. La Procura ha infine precisato che non risultano indagati altri appartenenti all’Assemblea Regionale Siciliana. L’indagine prosegue e sarà il G.I.P. a valutare l’eventuale applicazione delle misure cautelari richieste.

Giornalista
