Incremento delle quote rosa negli Enti Locali, Miccichè: “Sì al voto, ma il criterio deve restare il merito”
PALERMO – «Ogni legislatura si riapre puntualmente il dibattito sulle cosiddette quote rosa nei Comuni, con percentuali che vengono progressivamente innalzate. Non ho alcuna preclusione sui numeri: se il merito lo giustifica, anche un esecutivo composto per l’80% da donne per me è assolutamente legittimo». Così il deputato regionale Gianfranco Miccichè interviene sul provvedimento all’esame dell’ARS che prevede l’incremento delle quote di genere negli Enti Locali.
“Il punto non è la percentuale, ma il merito”
Miccichè sottolinea che il tema centrale non riguarda l’aumento delle quote, ma la qualità della classe dirigente: «È vero che in politica gli uomini sono numericamente prevalenti. Però è altrettanto vero che spesso risultano più disponibili o più esperti dei meccanismi della politica. Questo, però, non significa affatto che siano migliori».
Secondo il deputato, intervenire solo sulle percentuali rischia di produrre un effetto opposto a quello desiderato: «Continuare a intervenire solo sulle quote rischia di essere controproducente, perché può far apparire le donne come una categoria da tutelare, anziché come una classe dirigente selezionata per competenza, capacità e visione».
Il voto favorevole e l’appello a evitare automatismi
Miccichè conferma il proprio voto favorevole alla norma, ma invita a non trasformare il tema in un automatismo ricorrente: «Auspico che la questione non venga riproposta ciclicamente con nuovi aumenti percentuali a ogni legislatura. L’obiettivo deve essere costruire una politica fondata sul valore delle persone, non su automatismi numerici».

Giornalista
