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Italia-Francia, scontro aperto: Salvini provoca Macron, ambasciatrice convocata. Meloni tace, Piantedosi alza il fuoco su CasaPound

L’Europa si sveglia con un nuovo terremoto diplomatico. A farlo detonare sono state le parole del vicepremier Matteo Salvini, che non ha esitato a definire Emmanuel Macron «permaloso», scatenando la reazione durissima di Parigi: l’ambasciatrice italiana è stata convocata all’Eliseo per chiarimenti immediati.

Dietro la schermaglia verbale, il nodo politico è tra i più delicati: la prospettiva — caldeggiata dall’Eliseo — di inviare truppe europee in Ucraina. Salvini ha sbarrato la porta, definendo l’ipotesi «folle» e ribadendo che l’Italia non metterà “mai un solo soldato” sul fronte. Una linea dura, che però spacca il centrodestra. Forza Italia prende le distanze e ricorda che la politica estera «non si fa a colpi di battute», mentre Giorgia Meloni sceglie il silenzio. Un silenzio che pesa, e che molti leggono come la ricerca di un equilibrio impossibile tra la diplomazia e l’alleato più turbolento del governo.

Come se non bastasse, da Rimini il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha scelto la stessa giornata per lanciare un altro messaggio destinato a incendiare il dibattito: «Prima o poi toccherà anche a CasaPound». Parole che anticipano lo sgombero del movimento di estrema destra dalla storica sede occupata a Roma. Una miccia che rischia di infiammare la capitale e alimentare tensioni interne in un Paese già diviso.

La combinazione esplosiva è chiara: scontro con Parigi, frattura nel centrodestra, e la minaccia di piazze accese a Roma. Un quadro che proietta l’Italia al centro delle tensioni europee e interne, proprio mentre l’Unione affronta le sfide di Gaza, del Donbass e di una crisi economica che incombe.

Oggi la sensazione è netta: il governo cammina su un filo sottile, tra orgoglio nazionale e isolamento internazionale. E in questo equilibrio instabile, basta una parola — «permaloso» — per trasformare la diplomazia in un campo di battaglia.