Ascolta Radio Amica ON LINE

Amica News

La Musica Intorno

La dirimpettaia che sapeva tutto… anche quello che non era ancora successo

Ci sono figure che appartengono al patrimonio culturale dei nostri paesi e che, stranamente, nessuno ha mai pensato di inserire nei libri di storia. A Partinico, ad esempio, esiste un personaggio che attraversa le generazioni senza perdere un briciolo del suo fascino: la dirimpettaia. Guai a definirla spiona. Sarebbe un’offesa. Lei non spia nessuno, semplicemente “si accorge”. E tra l’accorgersi e il sapere tutto il passo è sorprendentemente breve.

Qualche mattina fa mi trovavo in una delle tante stradine del centro storico, quelle dove i balconi sembrano quasi stringersi la mano e le finestre raccontano più storie dei giornali. Stavo chiacchierando con una signora quando si fermò davanti alla casa di fronte un’automobile che nessuno aveva mai visto. L’uomo scese, guardò il numero civico e suonò il campanello. Non fece nemmeno in tempo a richiudersi il cancello alle spalle che, dal balcone accanto, una voce commentò con assoluta sicurezza: «Secondo me è quello dell’agenzia immobiliare. La casa la vogliono vendere da mesi.»

Rimasi colpita. L’uomo era arrivato da appena trenta secondi e aveva già un’identità, una professione e perfino una missione. Più tardi scoprii che era semplicemente un tecnico venuto a controllare il contatore del gas. Ma ormai, nella strada, la notizia della vendita dell’immobile aveva già fatto il giro del quartiere.

La dirimpettaia possiede un talento che nessuna università insegna. Riesce a osservare tutto senza dare mai l’impressione di osservare. Se passa qualcuno, lei non è affacciata alla finestra. Sta sistemando il basilico. Se arriva il corriere, non è sul balcone. Sta scuotendo una tovaglia che, a giudicare dalla frequenza con cui viene sbattuta, dovrebbe essere la più pulita di tutta la Sicilia. Se un’auto rallenta davanti a una casa, lei non guarda. Sta semplicemente annaffiando un geranio che, poveretto, riceve più acqua di una risaia.

La scena che preferisco resta però quella del corriere. Il ragazzo parcheggia il furgone, prende un pacco e suona al campanello. Dopo pochi istanti la porta si apre, la consegna viene effettuata e il furgone riparte. È proprio in quel momento che, immancabilmente, da qualche balcone parte la domanda più innocente del mondo: «Signora, tutto bene?». Tradotta dal dialetto delle dirimpettaie significa una cosa sola: «Che cosa c’era dentro quel pacco?». E se la risposta è «Niente di particolare», il sospetto aumenta. Perché, diciamolo, nessuno ordina un pacco grande come una lavatrice per ricevere “niente di particolare”.

Una volta assistetti a una scena che ancora oggi mi fa sorridere. Una ragazza uscì di casa con una valigia, salutò la madre e salì in macchina. Dopo appena un’ora, nella stessa strada, circolavano almeno quattro versioni diverse della vicenda. Secondo qualcuno si era trasferita a Milano; secondo altri aveva trovato lavoro all’estero; una signora sosteneva addirittura che fosse scappata con il fidanzato. La verità era molto più semplice: era partita per trascorrere il fine settimana dalla sorella a Palermo. Ma, bisogna ammetterlo, quella spiegazione sembrò deludere parecchie persone.

Eppure sarebbe ingiusto fermarsi all’aspetto più divertente della storia. Perché la dirimpettaia dei nostri paesi non è soltanto curiosa. È anche la prima ad accorgersi se un anziano non apre le persiane all’ora di sempre, se una signora rientra troppo tardi o se un bambino cade dalla bicicletta. È quella che chiama il vicino quando vede del fumo uscire da una finestra, che porta un piatto di pasta alla famiglia appena colpita da un lutto, che tiene d’occhio la casa quando sa che i proprietari sono in vacanza. Dietro quella curiosità, spesso eccessiva, si nasconde un modo antico di vivere il quartiere come una grande famiglia.

Forse è proprio questa la differenza tra i nostri paesi e le grandi città. Qui le persone si conoscono, si osservano, qualche volta fantasticano un po’ troppo, ma finiscono anche per prendersi cura gli uni degli altri. Certo, ogni tanto la fantasia corre più veloce della realtà e una semplice visita del tecnico dell’acqua può trasformarsi, nel giro di mezz’ora, nell’arrivo di un misterioso acquirente o di un futuro genero. Ma è anche questo che rende i piccoli centri così straordinariamente umani.

La malizia di Vera

La dirimpettaia non ha bisogno dei social network. Le basta un balcone, una tazzina di caffè e una vista privilegiata sulla strada. E se qualche volta sbaglia previsione… pazienza. Tanto il giorno dopo ci sarà sicuramente un’altra finestra da cui osservare il mondo. 😄