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La lettera di un giovane e il suo amore per Partinico: “Ridiamo speranza alla nostra terra”

Partinico – Un appello accorato e pieno di amore per la propria città. È quello lanciato da P. G., 19 anni, cittadino partinicese che ha deciso di scrivere una lettera aperta indirizzata non solo ai concittadini, ma anche e soprattutto al sindaco Pietro Rao, alla giunta comunale e alle istituzioni. Nelle sue parole c’è lo sfogo di un giovane che non si rassegna al degrado e alla rassegnazione, ma che immagina un futuro diverso per Partinico.

«Oggi la città appare spenta, vuota, desolata – scrive P.G.– Non c’è turismo, non c’è vita sociale. Il centro storico e i nostri luoghi più belli sembrano abbandonati a sé stessi. Ma io non ci sto. Non ci stanno i giovani che vedono solo l’emigrazione come prospettiva. Non ci stanno gli anziani che si sentono dimenticati. Non ci stanno le famiglie senza spazi sicuri per i bambini». Il giovane ricorda i tesori del territorio: dal Corso dei Mille all’arena Lo Baido, dalle fontane monumentali al Parco Suburbano, fino alle ville Falcone, Borsellino e Margherita. Luoghi che – sottolinea – potrebbero trasformarsi in punti di forza se adeguatamente riqualificati: «Non abbiamo il mare, almeno per ora, ma abbiamo un patrimonio storico, artistico e culturale che potrebbe diventare la nostra forza».

Per P.G. il modello da seguire è quello di Borgo Parrini, capace di rinascere grazie a colori, ceramiche, decorazioni e creatività: «Un centro storico trasformato in un museo a cielo aperto potrebbe richiamare fotografi, turisti e famiglie. Non dobbiamo inventarci nulla: esempi vincenti li abbiamo accanto, come Terrasini, Balestrate, Alcamo e Castellammare». Accanto alla bellezza, però, resta la necessità di affrontare i problemi reali: «Lo spaccio continua a rovinare il futuro di noi giovani. La presenza di immigrati irregolari senza percorsi di integrazione contribuisce al degrado. Serve legalità, ordine e sicurezza, ma anche accoglienza responsabile».

Infine, l’appello diretto alle istituzioni: «Signor Sindaco, amministratori, vi chiedo di ascoltare questo appello. Aprite un tavolo con la città, coinvolgete associazioni, scuole e giovani. Io sono solo un ragazzo, ma la voce di chi ama la propria città non è mai troppo piccola. Se la alzeremo insieme, Partinico potrà davvero rinascere». Una lettera che fotografa con sincerità il disagio delle nuove generazioni, ma anche la speranza di chi non vuole smettere di credere nella rinascita della propria comunità.