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La memoria come coscienza critica: educare i giovani a leggere il presente attraverso il passato

La Giornata della Memoria non può ridursi a una ricorrenza rituale, svuotata di senso dalla ripetizione. Quando, invece, diventa occasione di riflessione autentica, essa si trasforma in un momento alto di educazione civile, capace di parlare ai giovani non solo del passato, ma soprattutto del presente che stanno vivendo.

È quanto è accaduto presso l’Aula Multifunzionale del plesso Garibaldi del Liceo Statale “Felicia e Peppino Impastato”, dove gli studenti del triennio del Liceo Classico hanno partecipato a un incontro-dibattito intenso e partecipato, inserito nel programma delle attività per la Giornata della Memoria. Un seminario che ha saputo coniugare rigore storico, sensibilità educativa e lettura critica dell’attualità.

Protagonista dell’incontro è stato il prof. Giuseppe Dicevi, docente, educatore e attivista siciliano, segretario dell’associazione dedicata a Peppino Impastato, che ha guidato i ragazzi in un percorso di riflessione lucido e mai retorico. Accanto a lui, la prof.ssa Finella Giordano, responsabile del progetto contro la militarizzazione nella scuola, ha offerto un contributo fondamentale, collegando la Memoria storica ai rischi contemporanei di normalizzazione della violenza, della logica bellica e del linguaggio del conflitto all’interno dei contesti educativi.

Il seminario ha raggiunto il suo momento più intenso con la proiezione di video documentari, materiali forti, essenziali, capaci di colpire in profondità gli studenti. Non immagini spettacolari, ma frammenti di realtà che chiedono silenzio, attenzione, responsabilità. I volti, le testimonianze, le storie raccontate hanno generato un coinvolgimento emotivo autentico, visibile, lasciando spazio non allo shock fine a se stesso, ma alla domanda, alla necessità di capire.

A moderare l’incontro è stata la prof.ssa Antonella Casciolo, docente interna al Liceo, il cui contributo si è rivelato di altissimo livello. La sua lettura trasversale dei fatti storici, interpretati in chiave moderna e messi in relazione con i conflitti tuttora in essere, ha permesso agli studenti di comprendere come la Storia non sia mai un archivio chiuso, ma una lente attraverso cui osservare il presente. Una guida preziosa nel collegare le tragedie del Novecento alle tensioni geopolitiche contemporanee, smascherando continuità, linguaggi ricorrenti e meccanismi che rischiano di riprodursi.

A completare il percorso, la mostra allestita negli spazi del plesso Garibaldi ha offerto agli studenti un ulteriore livello di riflessione. Le immagini esposte non chiedevano una fruizione passiva, ma uno sguardo consapevole, capace di trasformarsi in interrogativo, in presa di posizione.

In un tempo segnato da guerre ancora in corso, da narrazioni semplificate e da un’informazione spesso gridata, iniziative come questa restituiscono alla scuola il suo ruolo più alto: formare coscienze critiche, educare alla complessità, insegnare che la Memoria non è un esercizio di nostalgia, ma un atto di responsabilità.

Perché ricordare non significa soltanto guardare indietro. Significa scegliere, oggi, da che parte stare.